Piazzone, i commercianti: “Presi per la gola e per i fondelli”

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VIAREGGIO – L’arrivo delle prime richieste di pagamento del suolo pubblico di Piazza Cavour, per l’anno 2015, sta gettando gli operatori nello sconforto e nella rabbia generale. “Gli avvisi di pagamento non riportano neppure gli estremi di quella maggiorazione, rispetto agli importi dell’anno scorso (circa il 10%) che è stata proposta dal Dirigente Strippoli e ciecamente applicata dal Commissario Romeo – scrive in una nota Stefano Lazzerini, presidente dei commercianti storici del “piazzone”: “Importi pretesi per cosa? Per il manto stradale dissestato (anche quello…) da anni, per la pubblica illuminazione che da tempo denunciamo essere insufficiente, o per il senso generale di insicurezza che i nostri pochi clienti rimasti, e gli stessi operatori, respirano ogni giorno? Se i funzionari e gli amministratori pubblici avessero un minimo di sensibilità e di buon senso, avrebbero quantomeno riportato, sulle lettere che stanno arrivando agli operatori, gli estremi di questi aumenti, senza scrivere che essi sono dovuti solo all’adeguamento ISTAT dello 0,2%, il che ovviamente non è vero. Il grandissimo dissesto della Città di Viareggio non nasce da Piazza Cavour ma ha ben altre motivazioni, ben più gravi e profonde, che anzi hanno alimentato le difficoltà economiche delle nostre aziende. Pertanto ci attendiamo che sia subito riunito, pur a distanza di un così grave ritardo, l’organismo straordinario di liquidazione. Perché se questo deve essere il trattamento a noi riservato – presi per la gola, e anche per il culo – vogliamo che stessa sorte di liquidazione (come quella delle decine di attività che chiudono ogni mese) tocchi anche a tutti quei funzionari e amministratori di Viareggio che negli anni hanno portato la nostra città in generale, e il mercato di Piazza Cavour, nella situazione drammatica in cui sta affondando. Il mancato aumento dei canoni di concessione dei fondi sotto i loggiati, sia chiaro, è una circostanza positiva nella misura in cui permette la sopravvivenza di quelle imprese. Detto questo, però, non capiamo il senso di un così differente trattamento per quanto riguarda il suolo pubblico dei chioschi, rincarato del 10%, dal momento che gli stessi banchi rappresentano una parte inscindibile – come da più parti riconosciuto – del commercio di Piazza Cavour. Al Commissario, che nella sua delibera ha rimandato a successivi atti di approfondimento della materia,  proponiamo, anche al fine di modificare le sue decisioni, una giornata di lavoro insieme a noi, così che possa aprire gli occhi e rendersi conto delle enormi difficoltà che cerchiamo di sopportare ogni giorno”

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