Pietrasanta e “Gabbia – no” spopolano sui social

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PIETRASANTA – Pietrasanta impazza sui social. E lo fa grazie al video che Paolo Ruffini ha girato nei giorni scorsi in Piazza Duomo per annunciare “Gabbia-no”, la sua prima mostra che si inaugurerà in dicembre proprio nel cuore della Piccola Atene. Sullo sfondo del Duomo, l’attore popolarissimo soprattutto tra i giovani, invita a partecipare al vernissage della mostra in programma per l’ 11 dicembre e i suoi fans rispondono all’appello con tanti commenti, condivisioni e apprezzamenti, più di 42.000 visualizzazioni in una settimana, oltre 250 condivisioni e più di 700 “mi piace”. La mostra, promossa e organizzata da Comune di Pietrasanta, Fondazione Versiliana, Nido del Cuculo e Artitaly, sotto la direzione artistica di Massimiliano Simoni, è l’ evento espositivo di Natale annunciato ufficialmente alla stampa nei giorni scorsi, che vedrà un Ruffini artista a tutto tondo, alle prese per la prima volta con le arti figurative ed è l’evento con cui l’Amministrazione Comunale di Pietrasanta guidata dal Sindaco Massimo Mallegni lancia il  progetto S.T.Art, Save Tourism & Art  per coordinare e promuovere l’arte, la cultura e lo spettacolo nell’ottica di un aumento dei flussi turistici verso il territorio.

“Gabbia – no”, questo il titolo della mostra  si propone come un espositivo non convenzionale, ma qualcosa di assolutamente diverso da quanto finora proposto nel panorama degli eventi d’arte e che, come previsto dagli organizzatori, sta già spopolando sui social.

Una mostra rivolta in particolar modo ai giovani, con cui l’artista e la città che la ospita,  mirano a divulgare un messaggio di libertà, messaggio quanto mai importante e attuale in un momento in cui i recenti fatti di Parigi stanno mettendo in discussione questo valore fondamentale per la nostra società. Il simbolo che anima gli allestimenti e i bozzetti di Ruffini che saranno esposti a Pietrasanta fino al 7 febbraio, è infatti proprio il gabbiano,  che dentro il suo nome, ha la negazione stessa della gabbia. Un inno alla Libertà, in tutte le sue forme interpretato dall’attore, regista, conduttore e scrittore che si traduce utilizzando le tecniche miste (legno, ferro, cartapesta, resine e poliesteri scolpiti) e la manualità di eccelsi artigiani, i Maestri del Carnevale di Viareggio.

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