“Più la drammatica realtà finanziaria del comune di Viareggio viene a galla, più si inasprisce il confronto

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“Inevitabile: più la drammatica realtà finanziaria del comune di Viareggio viene a galla, più si inasprisce il confronto”. Il commento all’indomani della notizia dei conti in rosso del Comune di Viareggio, per oltre 43 milioni di euro,  è della senatrice del Pd Manuela Granaiola.

“Lo dimostrano chiaramente le vicende di questi giorni – aggiunge la parlamentare -: ” Carnevale, Principino, Viareggio Patrimonio e siamo solo all’ inizio. In questa situazione il pericolo maggiore, ciò che occorre assolutamente evitare, è che il tessuto economico e  sociale della città si sbricioli in un “tutti contro tutti”, in un “si salvi chi può” che non potrebbe che condurre tutti    amministrazione e città – ad un unico disastro collettivo. Ora, prima che sia veramente troppo tardi, occorre un progetto credibile di risanamento. Un piano costruito sulla base di un grande, vero confronto con tutta la città. Non un elenco di etichette, un vago mantra da richiamare nelle conferenza stampa; ma un progetto ben articolato,  con priorità ed impegni chiari da rispettare. Difficile risanare la situazione finanziaria dell’ente locale, chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, senza capire cosa si voglia tutelare, cosa si voglia cambiare o abbandonare. Parlare oggi del prepensionamento dei dipendenti e domani degli ombrelloni; dell’asse di prenotazione e poi delle panchine e così via si alimenta solo la sfiducia e non si creano quelle certezze, quel quadro di possibile stabilità essenziali per poter dar vita ad un progetto di ripresa. In questa situazione e senza è anche molto più difficile potersi rivolgere ad enti o ministeri per convincerli a concedere nuovi finanziamenti; siano questi per le realizzazioni di infrastrutture o per mettere in sicurezza il Carnevale. La discussione di questi giorni sull’possibilità o meno di continuare a finanziare il carnevale tocca una corda sensibile della città e rende concreto il dramma finanziario in cui siamo piombati più di mille e mille altre parole. Ormai la situazione generale è chiara; sul piano politico – quello della capacità di assumersi organiche responsabilità – non occorre più nemmeno attendere l’esito del famigerato “MEF” (qualunque esso sia) per capire che, comunque, abbiamo di fronte a noi un percorso difficilissimo di risanamento. Un percorso che se non segnato da credibilità, trasparenza, equità ed efficacia, in grado di resistere alle molte possibili pressioni corporative, difficilmente potrà raggiungere gli obiettivi che ci verranno probabilmente imposti. Il dovere della politica è quello di dimostrasi all’altezza della situazione”.

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