Polo Nautico, Romeo dice no: apprezzamento della Fiom dopo l’incontro

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VIAREGGIO – Polo Nautico, il Commissario Prefettizio dice no: positivo l’incontro di oggi fra la Fiom e Valerio Massimo Romeo, commissario prefettizio di Viareggio che parteciperà personalmente al Comitato portuale del prossimo 19 gennaio.

Romeo e PocaiLo riferisce Lamberto Pocai, segretario generale dei metalmeccanici lucchesi, spiegando: “Il commissario ha ben presente l’aspetto sociale di questa vicenda e la difficile situazione attuale sotto il profilo economico e occupazionale. Perciò si è detto contrario, date queste condizioni, al frazionamento dell’area consortile in Darsena. Il commissario ha inoltre riconosciuto come la sentenza del Tar, in realtà, lascia margini di intervento per la parte pubblica, chiamata a rappresentare gli interessi del bene comune”. Il sindacato esprime anche apprezzamento per la concretezza e la prontezza con la quale si è voluto rispondere alle giuste domande dei lavoratori, che ancora una volta sono a difendere non solo il proprio posto di lavoro, ma anche il futuro della nautica in città.

“La sentenza del TAR inerente il frazionamento dell’area consortile di Polo Nautico, a nostro avviso – questo il pensiero del segretario del circolo Manfredini di Rifondazione Comunista, Gualtiero Lami – non chiude assolutamente il dibattito riguardo la decisione da prendere. In questo pronunciamento non si fornisce , come alcuni vogliono far credere, alcuna netta indicazione favorevole al frazionamento; anzi vogliamo sottolineare come in essa sia perentorio l’impegno perchè nella decisione finale prevalga l’interesse pubblico su quello privato. Questo ci pare sia il dato politico più rilevante e condizionante. Infatti aderire a questo obbligo significa, per noi e per la lingua italiana, privilegiare tutte quelle azioni che garantiscano ricadute occupazionali e produttive sul territorio. In sostanza l’esatto contrario di quello che, purtroppo, potrebbe accadere in caso di cedimento alle richieste pressanti di parte delle ditte interessate, in modo specifico di quelle più grandi ed economicamente più forti. E’ chiaro che una eventuale messa a gara di queste concessioni demaniali permetterebbe a queste aziende di appropriarsi, in assenza di una valida concorrenza, dell’intera area con evidenti problemi per i futuri livelli occupazionali e per la struttura stessa del tessuto produttivo complessivo. Perciò, in vista delle due riunioni del 12 e del 19 gennaio, esprimiamo la nostra contrarietà ad ogni dannosa ipotesi di frazionamento, sosteniamo con forza l’azione e l’iniziativa del Sindacato e chiediamo alla politica ed alle Istituzioni di dichiararsi pubblicamente su questa vicenda, uscendo da questo imbarazzante e forse complice silenzio”.

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