Presepe al Bambi, anche Navari scende in campo: “L’audio in tv ha zittito tutti”

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PIETRASANTA – “Il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, per rimediare alla figura fatta davanti a milioni di spettatori sulla Rai, annuncia di voler procedere per vie legali contro la mamma che ha osato riportare pubblicamente le vere problematiche dell’ asilo nido Bambi: termosifoni con griglie rotte, critiche nelle mense,
strumentalizzazione della politica”. La nota stampa, che pubblichiamo integralmente, è a firma di Mario Navari, dell’Associazione Sinistra Lavoro: “Il primo cittadino pietrasantino dice di voler far questo per tutelare il Comune dalla trasmissione di Giletti, mentre sappiamo che le ragioni sono ben altre. Una puntata dove il sindaco è partito da
“tronista” per poi cadere nella rete dell’ imputato a causa delle sue stesse parole: audio dei calci nel c..o fatto ascoltare in tutta Italia. Un audio che ha zittito tutti gli ospiti in sala, anche Toti, massimo rappresentante di Forza Italia secondo solo a Berlusconi, con il parroco presente in studio che invitava Mallegni al pentimento. Un audio a cui il sindaco si è giustificato utilizzando il termine “fatto metaforico” che ha provocato l’ ilarità generale. Affermazione fatta dopo aver proposto una sorta di telequiz sul Corano, fatto la lettura del Concordato, dichiarato di aver portato negli asili le capannelle con il “tris” di re magi e lo spot conclusivo risolutore di tutti i mali.
Rimanendo nel campo dell’ ironia, avendo mio figlio che frequenta il Bambi, posso assicurare che il presepe acquistato da Mallegni è un “vero modello discount”, privo dell’ asinello, del bue, della stella cometa, eccetera. Sarà l’ austerity? Anche la satira ci aiuta a capire ricordando che i grandi difensori dei valori cristiani e della famiglia lo sono a tal punto da averne più d’una. Se vogliamo parlarne seriamente, facciamo notare che di solito le
statuine dei presepi sono correlate da una piccola scheda tecnica con la dicitura in quattro lingue: “Questa è una decorazione natalizia e non un giocattolo. Non è adatto ai bambini di età inferiore ai tre anni.” Per questo consideriamo i presepi acquistati e consegnati aicinque asilo nido, circa 150 bambini, non adatti ai loro giochi perché
pericolosi. Viene alla mente la famosa domanda che imperversa su facebook: tutta questa passione dei politici di destra per il presepe è dovuta al fatto che al centro di tutto c’è una mangiatoia mediatica? Presepi risultati perfetti per strumentalizzare, una pretesa odierna di due sole mamme contro l’ accordo ad ottobre di festeggiare il Natale trovato in armonia e collaborazione da tutti gli altri genitori con le educatrici, per arrivare a festeggiare con la presenza dell’albero e di Babbo Natale. Clima sereno che nasce da un rispetto reciproco e dalla fortuna di avere insegnanti serie e con un disegno educativo programmato per il benessere dei bambini. Modelli educativi
e didattici da diffondere anche nei media per la loro competenza e non certo per queste stupide polemiche.Il gruppo politico che sostiene Mallegni è rimasto esterrefatto dal vedere un cambiamento repentino della cittadinanza, prima a sostegno e poi ferocemente critico, senza capirne le ragioni. La risposta sta nella realtà dei fatti diffusa sul territorio, e anche in Rai, dalla quasi totalità dei genitori dei bambini che hanno distrutto il castello di carte che narrava di una strega che impediva una tradizione e di un principe dagli occhi azzurri che la cacciava a calci. Le fiabe facciamole raccontare alle educatrici ed impariamo ad ascoltare”

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