Principino: se non si trovano i soldi il 5 giugno si chiude

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VIAREGGIO – ( di Stefano Piccolomini ) – Principino a rischio chiusura per la stagione estiva. Se, e il condizionale è d’obbligo, entro il 5 giugno, il liquidatore della partecipata, Riccardo Cima, non riuscirà a trovare i circa 50mila euro per pagare i canoni demaniali lo stabilimento balneare andrà verso la chiusura preventiva.

Una situazione paradigmatica dello stato in cui versano le casse comunali: vuoto assoluto. Certo, invece, l’assenza di qualsiasi contributo per l’attivazione del servizio di sicurezza ai bagnanti per quanto riguarda l’area della Lecciona. Senza l’intervento di qualche ente superiore i 3 km di spiaggia libera resteranno senza bagnini.

Una situazione non proprio rosea mentre comincia la stagione estiva e che porterebbe, probabilemnte, visto che la normativa interna alle dinamiche comunali non è chiara al licenziamento dei dipendenti della Viareggio Versilia Congressi: “Da qualche anno – spiegano i lavoratori della partecipata – denunciamo la volontà del comune di portare al fallimento il centro congressi, di smembrare o svendere la struttura. Nell’ ultimo anno fino ad oggi, abbiamo chiesto alle autorità in carica vari incontri per discutere del piano aziendale e rilancio della struttura, senza avere mai ricevuto risposte concrete”.

In un passato non troppo remoto, si è rinunciato al PIUSS per la ristrutturazione nonostante il parere contrario dell’assemblea delle categorie: “Si sono fatte scelte – continuano – e si sono usati mezzi esclusivamente per denigrare e portare al fallimento la struttura rinunciando ad una caratteristica unica e soprattutto a risorse garantite e sicure per poi essere buttata a mare come merce avariata.  Il culmine lo abbiamo raggiunto in questo periodo, in cui si pensava che “grazie” al commissariamento potessero finire queste lotte intestine,invece la situazione è andata solo peggiorando.

Si pensi alla situazione che stiamo vivendo in questi giorni, dove il Comune come socio unico delle società partecipata Viareggio Patrimonio, tra l’altro proprietaria dell’immobile Principe di Piemonte e della società Viareggio Versilia Congressi sta impedendo il regolare svolgimento delle attività per “beghe”burocratiche, dove il protagonista unico comune non firma e non dà nulla osta per le concessioni demaniali a se stesso e adesso ci troviamo nella situazione in cui l’ufficio demanio minaccia la revoca di tutta la concessione lasciando in un clima di incertezza insensato, i clienti dello stabilimento, i dipendenti che lavorano all’ interno della struttura, che in totale tra centro congressi, stabilimento balneare e ristorante/bar sono circa 35 persone”.

“Noi pretendiamo chiarezza – concludono i dipendenti della Viareggio Versilia Congressi – pretendiamo di sapere chi ha giocato e chi sta giocando sporco. E’ stata volontà o pura incapacità quella di mandare alla deriva un pilastro storico quale il Principe di Piemonte probabilmente per regalarlo a qualche speculatore togliendolo ai cittadini stessi, come del resto sta accadendoalla Viareggio Porto. A questo punto ci rimettiamo nelle mani del futuro sindaco che siamo certi sappia quale importanza riveste il complesso Principe di Piemonte per la città. Lo diciamo con cognizione di causa perché in questi giorni, abbiamo potuto parlare personalmente con i canditati sindaco,che ringraziamo vivamente. Tutti loro hanno espresso la volontà di sanare in qualche modo l’attuale situazione, ognuno con ipotesi proprie, sottolineando che il rilancio di Viareggio dovrà avvenire tramite il turismo balneare, congressuale e portuale non aggiungiamo precarietà alla precarietà.

 

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