Profughi, Morganti: “Impegnarli in lavori socialmente utili”

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VIAREGGIO – Si rincorrono sempre di più le voci di un possibile arrivo di profughi anche nella città di Viareggio e nei comuni versiliesi limitrofi. “Leggo dichiarazioni di canditati sindaco che promettono che nessun profugo sarà ospitato nel proprio comune in caso di una sua vittoria – a parlare è l’onorevole Claudio Morganti -” Noi della lista ‘insieme per la nostra città’, pur dichiarando di essere contrari all’accoglienza, non vogliamo prendere in giro i viareggini in quanto nessuno può promettere una cosa che potrebbe essere imposta da un organo superiore, ossia la prefettura. Siamo gente onesta e sincera che non ha intenzione di ingannare l’elettorato. Però nel caso che Viareggio dovesse accogliere obbligatoriamente dei profughi questi, subito dai giorni seguenti, devono essere indirizzati a svolgere volontariamente servizi sociali utili per la collettività come, per esempio, la manutenzione del verde, la pulizia delle spiagge, della pineta e attività di volontariato. Sarebbe una forma di ringraziamento per l’accoglienza ricevuta visto che ricevono vitto, alloggio e assistenza gratuita! Pagata dallo stato dietro contributo dell’Unione europea. Già nel 2012 proposi i lavori socialmente per i profughi a Vaiano (PO), il paese dove risiedo. Forse sono stato il primo politico in Italia ad avanzare una simile possibilità. Poche settimane fa il ministro dell’Interno Alfano, dietro invito del sindaco di Verona Flavio Tosi dove già nella città che amministra il lavoro volontario dei profughi è realtà, ha diffuso una circolare dove esorta i comuni a far lavorare volontariamente i profughi. Se anche Viareggio sarà obbligata ad accollarsi l’accoglienza dei profughi e il futuro sindaco sarà Franco Giorgetti della lista ‘insieme per la nostra città’, ebbene i profughi non verranno lasciati a bighellonare in giro senza far niente come succede da altre parti in Italia, ma verranno utilizzati volontariamente in lavori socialmente utili. Sarebbe una forma per sdebitarsi e ricambiare l’ospitalità offerta”

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