Profughi a Viareggio: “Dietro le paure di molti si nasconde l’odio razziale, pronti a contrastarlo”

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VIAREGGIO – “Sulla probabilità che venti profughi siano ospitati in città si è accesa una fuorisa polemica alimentata dai soliti noti. Secondo noi è da vigliacchi prendersela con chi fugge da guerra, fame e miseria che proprio la politica neocolonialista dell’occidente ha creato. Come fu un atto vigliacco e repressivo quello esercitato dalla nostra amministrazione cittadina recentemente in pieno inverno quando da un giorno all’altro mise sulla strada le persone da tempo ospitate in via Matteotti e che oggi solo grazie all’impegno di chi si autorganizza hanno trovato una sistemazione”.

La nota stampa è a firma di Repubblica Viareggina:

“Dietro le paure di molti si nasconde l’odio razziale di alcuni; per questo staremo in guardia e saremo pronti a praticare un antirazzismo militante contro chiunque dovesse solo minacciare i profughi che per noi sono i benvenuti. Siamo già scesi in piazza assieme ad altre centinaia di viareggine e viareggini antirazzisti nel maggio 2015 per contestare Matteo Salvini e le sue politiche xenofobe. Da viareggini ci teniamo a difendere le nostre origini e le nostre tradizioni che sono sempre state quelle di una città accogliete e medaglia d’oro per la resistenza alla tirannia fascista.
 Un ultima considerazione la vorremmo fare su chi dice: “prima gli italiani.” Lo scorso 27 luglio un pensionato italiano ha rischiato di finire in mezzo alla strada al quartiere Varignano ma a sostenerlo impedendo lo sgombero non c’erano quelli che dicono prima gli italiani, c’era invece la Viareggio meticcia con decine di migranti in prima linea. C’è chi fortunatamente ha capito che ciò che ci divide non è la nazionalità ma gli interessi di classe e da questo punto come Repubblica Viareggina vogliamo ripartire con le nostre mobilitazioni e con le nostre pratiche di lotta”

2 comments

  1. Luigi 5 agosto, 2017 at 12:50 Rispondi

    Certo, al solito voi i buoni da una parte e dall’altra chi la pensa diversamente con tanto di patente di fascista. Tipico di una democrazia malata.

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