Pucciniano e deferimenti, la parola a Dati e Leo: “Siamo avvocati, il resto sono sciocchezze”

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VIAREGGIO – Pucciniano, mandati “scomodi”, ricorso per deferimento ai due legali, avvocati Giuseppe Dati e Simone Leo, incaricati di tutelare la Fondazione nella causa civile intentata da Andrea Colombini per il risarcimento danni di oltre 3 milioni di euro ( leggi anche Dati e Leo nel “ciclone” per la difesa del Pucciniano? e Pucciniano, chiesto il deferimento di Dati e Leo ). Una giornata “convulsa”, alla fine della quale, la parola passa ai diretti interessati che, congiuntamente, hanno inviato una loro dichiarazione che pubblichiamo integralmente:

“Leggiamo oggi, febbraio 2015, la “notizia” che, 10 anni fa, nell’anno 2005, la Fondazione Festival Pucciniano ci incaricò di seguire un contenzioso contro The Caledonian Academy of Tuscany, il cui rappresentante legale era il Sig. Andrea Colombini. Dapprima abbiamo ottenuto, dal Tribunale di Firenze, sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale, l’ordine alla The Caledonian Academy of Tuscany di cessare l’utilizzo associato delle espressioni “Festival” e “Puccini” (o “Pucciniano”) poiché il predetto uso rappresenta un atto di concorrenza sleale per confusione nei confronti della Fondazione Festival Pucciniano. Nell’ordinanza fu anche fissata, per ogni singola violazione della stessa, una penale pari ad € 500,00. Tale ordinanza è divenuta da tempo inoppugnabile, cristallizza un credito a favore della Fondazione stimabile in decine di migliaia di euro e, tutt’ora, costituisce titolo esecutivo azionabile dalla Fondazione per il recupero del relativo credito. Poiché il signor Andrea Colombini continuava a non astenersi dall’uso dei suddetti segni distintivi, la Fondazione Festival Pucciniano sporse, in data 05/06/2008, querela. Lo Stato ha deciso di aprire un processo penale che si è concluso, in primo grado, con la condanna di Colombini ed, in secondo grado, con la sua assoluzione. La Corte di Appello, pur non mettendo in discussione che la violazione dell’ordinanza vi sia stata, ha ritenuto, diversamente dal Tribunale, aderendo ad uno degli orientamenti giurisprudenziali sul punto, che la fattispecie non abbia rilievo penale. Infine, il Colombini ha intentato un causa “per danni” contro la Fondazione che noi continuiamo a difendere nella vicenda.
Ciò detto non si vede di quale addebito saremmo responsabili. Siamo persone che fanno politica da sempre. Il sottoscritto Giuseppe Dati da quando, a 16 anni, fu eletto nel Consiglio di Istituto del Liceo Classico di Viareggio, senza avere mai, in quaranta anni, ricevuto un solo incarico politico retribuito. Il sottoscritto Simone Leo da quando, a 17 anni, militante nella Sinistra Giovanile, fu eletto nel Consiglio di Istituto del Liceo Scientifico di Viareggio. Quando ricevemmo l’incarico non eravamo, rispettivamente, né commissario né assessore. Fare l’avvocato è il nostro mestiere e, quando ci viene chiesto di prestare la nostra opera professionale, come è accaduto nel caso di specie, lo facciamo con onestà, deontologia, rispetto della legge e professionalità. Il resto sono sciocchezze. Avvocati Giuseppe Dati e Simone Leo”.

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