Rapina in villa a casa di Marchioro, arrestato il bandito: è Gennaro Buonavoglia

0

CAMAIORE – ( di Letizia Tassinari ) Rapina in villa, arrestato il bandito: è Gennaro Buonavoglia, 34enne napoletano.

Fu una scena da Arancia Meccanica, quando un commando di banditi mise a segno una rapina nella villa di Giuseppe Marchioro, ex mister del Milan. Era la sera del 21 agosto dello scorso anno, Marchioro e la moglie furono legati, picchiati e rapinati di ori e denari. Come tutti i reati piu’ gravi l’Arma ha condotto le indagini senza sosta. Il profilo genetico, rilevato dal nastro adesivo, non ha avuto riscontri ma da subito i Carabinieri hanno individuato una rosa di sospetti, fino a individuare Gennaro Buonavoglia, da questa mattina in cella a San Giorgio.

I banditi, armati di fucile e coltelli, attesero il rientro dei due coniugi in villa per cena. Marito e moglie furono chiusi in bagno, e solo dopo essere riusciti a slegarsi chiamarono il 112. Fu una sera di puro terrore sulle colline di Camaiore. Volto travisato, guanti di lattice alle mani, tre uomini, armati di un fucile erano entrati nella casa di due anziani, Pippo Marchioro, 77enne noto nel mondo del pallone, e sua moglia Liliana Aveni di 72. I malviventi li avevano legati, imbavagliati e rinchiusi in una stanza. Scene da film con i malviventi che avevano poi tentato di rubare la cassaforte, mola in pugno, senza, però, riuscirci, portando via soltanto dell’argenteria dopo aver messo a soqquadro tutta l’abitazione. Sul posto era intervenuto subito il nucleo investigativo e operativo dei carabinieri di Viareggio, con gli allora maggiore Andrea Pasquali e tenente Grazia Centrone. Solo contusioni per i due coniugi, che sotto choc, dopo essersi liberati avevano dato l’allarme ed erano stati portati al pronto soccorso dell’ospedale unico “Versilia”. Giuseppe Marchiore ex allenatore di calcio in serie A, Milan e Reggiana, è stato anche vice di Radice, e cinque anni fa subì un analogo episodio. Era il 7 febbraio del 2008 quando la moglie fu vittima di una rapina. I banditi, quelle volta, portarono via solo 300 euro.

Era quasi l’ora di cena il 21 agosto 2013 quando la gang fece irruzione nella villa poco sopra Camaiore, in località Le Silerchie.  La banda, professionisti del crimine, dissero allora gli investigatori,  aveva puntato addosso l’arma da fuoco, e aveva minaccio l’ex allenatore del Milan. Poi i tre avevano placcato la coppia di coniugi, immobilizzandoli, imbavagliandoli per impedirgli di urlare, prendendoli a calci e pugni, e rinchudendoli in uno stanzino. Una volta arraffato il malloppo, i rapinatori si erano dati alla fuga a bordo di un’auto. Allertato il 112 sul posto erano intervenuti anche i Carabinieri della Stazione di Camaiore, ed era iniziata la caccia in tutta la Versilia dei fuggiaschi. Indagini a tappeto, coordinate, da Lucca, dallo stesso comandante provinciale colonnello Stefano Fedele. Pochi gli indizi in mano, almeno sul momento, in mano agli investigatori. Per il loro assalto, da quanto appurato, i malviventi sarebbero entrati nella villa di Pippo Marchioro approfittaando dell’ aver trovato la porta di ingresso aperta dai proprietari per far entrare aria data la serata calda. I malviventi, dopo aver scavalcato il cancello, si sarebbero dunque presentati nell’abitazione con una certa facilita’, prendendo cosi’ di sorpresa i due anziani.

Le indagini dei carabinieri hanno consentito col primo intervento sul luogo del reato a rintracciare e reperire il materiale utilizzato dai malviventi che era stato gettato nei pressi della villa, rivelatosi molto utile per il prosieguo delle indagini, poiché contenente numerose tracce di profili biologici. Rintracciata la refurtiva, in parte posta in vendita presso un Compro Oro della zona, è stato possibile poi restringere il campo di ricerca verso alcuni soggetti con precedenti per furti e rapine abitanti in Versilia, sino a circoscrivere e identificare nei tre individui gli autori della rapina. Il DNA analizzato presso i laboratori del RIS di Roma, che ha confermato la compatibilità dei profili biologici presenti sui guanti e sul nastro adesivo con il profilo biologico dell’odierno arrestato, oltre che per la sua presenza nel giorno e nell’ora della rapina nella zona di Camaiore, accertata dai carabinieri del Nucleo Investigativo, ha permesso di far scattare a suo carico la misura cautelare disposta dal Tribunale di Lucca, mentre gli altri due autori, T.P., pietrasantino del 72 e M.K., tunisino del ’76,  entrambi residenti a Viareggio,  lo straniero già in carcere, come complici della rapina, sono stati denunciati a piede libero.

Alcuni oggetti, risultati provento della rapina, quali un posacenere di Versace, furono venduti a un Compro Oro di Viareggio, hanno spiegato il colonnello Stefano Fedele e il tenente colonnello Sergio Zaccariello, e a portare gli oggetti al negozio fu proprio l’odierno arrestato. La comparazione del Dna trovato sul nastro adesivo con cui furono legati i coniugi Marchioro ha dato esito positivo.

Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, si è voluto congratulare con il comandante dei Carabinieri di Lucca Stefano Fedele per l’arresto di uno dei malviventi artefici della rapina alla villa di Pippo Marchioro nell’estate del 2013 e per l’identificazione dei suoi due complici. In una lettera indirizzata al colonnello Fedele, Baccelli ringrazia tutti i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lucca e della Compagnia di Viareggio per la tenacia con cui sono riusciti a venire a capo di un’indagine tanto complessa.  Nel suo messaggio, Baccelli ribadisce la stima e la gratitudine per l’importante lavoro di presidio del territorio e di sicurezza che le forze dell’ordine garantiscono quotidianamente. Un lavoro di grandissimo valore, soprattutto in un contesto di particolare tensione sociale quale è quello attuale, in particolar modo in Versilia.

 

 

No comments

*