Razzismo, dal Premio Letterario Camaiore un importante segnale di speranza e civiltà

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Il razzismo divampa nella società che ci circonda e, contemporaneamente, nel mondo virtuale. E’ sconcertante il caso, cui il Corriere della Sera ha dato oggi ampia eco, della giornalista Francesca Barra, la quale, dopo aver pubblicato nel suo Facebook un post in cui invita gli amici a moderare i commenti intolleranti e volgari nei confronti di Rom e migranti, è stata ricoperta di insulti e minacce. Un ragazzo, apparentemente tranquillo, ha espresso nei suoi confronti parole di violenza e odio inauditi: “Spero che un Rom ti stupri, così poi vediamo se parli ancora”. In questo clima lontano da qualsiasi ideale di civiltà, è fondamentale cogliere le scintille di umanità e tolleranza che a volte passano inosservate. Il 16 giugno scorso la giuria del Premio Letterario Camaiore, presieduta dal poeta Francesco Belluomini, ha formalizzato i finalisti del Premio Camaiore Proposta, riconoscimento riservato a
un’opera prima di poesia. Fra i candidati, il nome di Isoke Aikpitanyi, giovane autrice che ha vissuto l’orrore della tratta delle donne nigeriane, si è ribellata e ha dedicato la sua vita a combattere la criminalità che compra e vende giovani donne africane innocenti per rifornire il mercato della prostituzione. Poetessa di talento, Isoke si è poi sposata con il genovese Claudio e ha fondato l’associazione “Le ragazze di Benin City”, che denuncia i trafficanti di carne umana e restituisce la libertà a tante vittime di tratta. Il libro di Isoke che ha raggiunto la finale si intitola “Spada, sangue, pane e seme”. Ne ha scritto la prefazione Roberto Saviano, che considera Isoke una grnade promessa della letteratura. Anche il poeta ed editore Roberto Malini, fondatore di Lavinia Dickinson Editore, crede che Isoke sia una delle voci più importanti della nuova poesia: “Il suo libro ci fa sperare in
un mondo meno atroce, ci rende tutti più consapevoli e ci rivela con la poesia il mondo di dolore che si cela dietro la muraglia
dell’indifferenza”. Anche Michael Rothenberg (fondatore dei 100 Thousand Poets for Change) e il Premio Nobel per la Letteratura del 1986 Wole Soyinka hanno espresso parole di elogio nei confronti della poetessa, riconoscendone il talento cristallino. A Francesco Belluomini e alla giuria del Premio Letterario Camaiore va l’apprezzamento di tutti coloro che si oppongono al razzismo e alla violenza. E quello di chi è convinto che la grande poesia sia ancora in grado di cambiare gli animie dare speranza al nostro pianeta.

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