Recuperate tre opere d’arte, in due nei guai per ricettazione

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VIAREGGIO – Durante uno dei numerosi servizi di controllo del territorio, gli uomini del Commissariato di Viareggio intercettavano due soggetti a bordo di una autovettura rubata mentre transitavano impunemente in via Mazzini.
Il controllo a carico dell’autovettura, operato dagli Agenti, permise di constatare che la stessa, una Fiat Panda, era stata rubata, nel maggio scorso, all’esterno della Stazione Ferroviaria di Pisa.
Durante le operazioni di controllo, all’interno del portabagagli dell’autovettura, venivano rinvenute due borse di plastica, di quelle con i loghi di alcuni supermercati presenti in città, contenenti ciascuna una scultura in bronzo: la prima raffigurante un cavallo e la seconda una figura femminile seduta.
I malviventi tentavano maldestramente di giustificare il loro possesso, adducendo come scusa di averle acquistate da un non meglio indicato uomo di mezza età di Pisa.
La presenza dei due oggetti, apparsi immediatamente di pregiata fattura, ed i precedenti di polizia dei soggetti fermati facevano subito insorgere il sospetto che si potesse trattare di opere d’arte rubate, nonostante fossero incartate come sacchi di patate.
Gli agenti avviavano quindi le opportune verifiche volte ad accertarne l’effettiva provenienza ripercorrendo passo dopo passo “la vita” delle sculture.

Le indagini, infatti, permettevano di risalire alla nota fonderia di Forte dei Marmi dove l’artista aveva forgiato una delle due statuette con la tecnica della cera persa.
Si poteva così dare un nome all’opera raffigurante il cavallo che risultava essere “Prehistoric Horse” di Stanley Bleifeld (28 agosto 1924 – 26 marzo 2011).
L’opera risultava essere stata trafugata, nel mese di ottobre, insieme ad altre due statue in bronzo, da un’abitazione camaiorese di proprietà della vedova del noto scultore americano.
Dalla denuncia sporta dalla donna risultava però che le opere trafugate erano tre.
Anche alla seconda statuetta rinvenuta si poteva quindi dare un nome ed un autore. Si trattava infatti dell’opera “Batsheva”, di Mario Parri (1895 – 1972).
La terza, ancora mancante all’appello, denominata “The Dr. & Patient”, risultava essere anche questa dell’artista Stanley Bleifeld.
Veniva quindi avviata una ulteriore attività di indagine estesa anche ai canali di vendita internet.
In breve la determinazione degli investigatori veniva premiata in quanto, proprio su un sito di vendite on line, si scopriva che l’opera, era stata acquistata in buona fede e con regolare contratto da una donna italiana per la modica cifra di 100 Euro.
Una volta contattata quest’ultima restituiva il manufatto.
L’intensa attività profusa permetteva di indagare, per il reato di ricettazione in concorso T.G. camaiorese di 56 anni, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio in particolare per furti, ricettazione, estorsione, evasione e la sua complice C.S. anche lei camaiorese, di 33 anni pregiudicata per reati contro il patrimonio in particolare furti, furti con destrezza e stupefacenti.
Le opere d’arte sono attualmente custodite presso gli uffici del Commissariato in attesa di essere restituite alla legittima proprietaria la quale, seppur residente all’estero, non ha mancato di manifestare il plauso per la brillante operazione che ha permesso di recuperare opere d’arte di indubbio valore economico oltre che affettivo e culturale per chi le possedeva e per chiunque ne possa godere nelle esposizioni ad esse dedicate.

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