Reintegrato nel Pd, Romanini “confessa”: “A questa tornata nessun ruolo di primo piano”

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VIAREGGIO – “Fin dalla mia iscrizione ai DS, 14 anni fa, mi hanno insegnato che si lotta per le proprie idee, per le proprie convinzioni, da dentro. Restando, pungolando, ma si resta e si combatte. Questo il mio imperativo, questa la mia sfida anche questa volta. Il PD è la mia casa e le mie idee, come maggioranza o minoranza le porterò avanti sempre, da dentro”. Le parole, all’indomani della “assoluzione”, con Leonardo Betti, e del reintegro a “pieni voti” nel Partito Democratico, dopo la sospensione ritenuta illegittima, sono di Gian Marco Romanini, ex vice sindaco.  “Ho aspettato questo verdetto con estrema serenità – spiega – perché conoscevo perfettamente i difetti, di rito e di merito, che la questione aveva. Mi dispiace però che questi errori grossolani li abbia commessi una stimabile Commissione di Garanzia come quella Versiliese, ma tant’è”. Il ricorso, Gianmarco Romani, da avvocato quale è, come Betti, se lo è presentato da solo: una quindicina di pagine, tese a smontare, come è stato, il “verdetto” di primo grado. “Sono ancora dell’opinione che si sia trattato di una decisione fatta in casa, col bilancino, approssimativa, quasi con la inconsapevolezza dei risultati che avrebbero avuto le decisioni prese. Scollata dalla realtà. Non credo nemmeno che non vi fosse, sotto sotto, il desiderio di eliminare “un problema” scomodo per le prossime amministrative”, questo il suo pensiero.  “Non importava fare tutta questa confusione, bastava chiedere – aggiunge -: “Per due volte consecutive sono stata la donna più votata di Viareggio, a 24 anni ed a 29 anni – quando ancora era Chiara, ndr -,  ho fatto il Presidente del Consiglio, il Vice Sindaco ed ho ancora 31 anni. A questa tornata non ho alcuna intenzione di svolgere un ruolo di primo piano, troppe le cose che non condivido in questo momento, troppi i veleni, troppa la cattiveria. Chi mi conosce ha visto il mio impegno e la mia dedizione e sa anche che so fermarmi al momento giusto. Preferisco investire sulla mia professione, sulla mia formazione e sulla mia vita notoriamente già complicata. Sarò, comunque, un pungolo ed uno stimolo e non perderò mai di vista quello che reputo essere il bene della città che amo ma lo farò da dentro il mio partito dove spero torni presto la democrazia ed il dialogo e dove vorrei aiutare i compagni e le compagne a ritrovarsi come comunità di idee e proposte.  Per il resto, ristabilita la verità e la mia dignità di persona e di politico, io sono in pace ed a disposizione se serve un… avvocato (ma spero di no).

1 comment

  1. apemaia 7 febbraio, 2015 at 12:21 Rispondi

    Ma se la commissione versiliese era stimabile come fa l’ex vicesindaco poche righe dopo a dire che la decisione presa dalla suddetta é stata fatta con il bilancino? Si chiarisca le idee o era stimabile pur avendo prese delle decisione che lei ha avversato o non lo era.

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