Ricordate a Sant’Anna di Stazzema le 560 vittime della strage nel giorno dei morti

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STAZZEMA – Si è svolta questa mattina la cerimonia in ricordo di tutti i morti a Sant’Anna di Stazzema alla presenza dell’assessore alla Cultura di Stazzema, Serena Vincenti, dei familiari delle vittime della strage, dell’Assessore del Comune di Pietrasanta Lora Santini, del Vice Presidente della Procincia di Lucca e Sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti. Una funzione raccolta, ma molto partecipata celebrata nella chiesa di Sant’Anna da Don Danilo D’Angiolo e da Don Marco Marchetti. Dopo la funzione religiosa un piccolo corteo si è diretto all’Ossario dove si è stata deposto un mazzo di fiori in ricordo delle vittime. Nel corso della funzione Don Danilo D’Angiolo ha ricordato tutti i morti di Sant’Anna di Stazzema e quelli di tutte le vittime delle guerre che ancora oggi insanguinano il mondo. E’ stato inoltre, ricordato Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Lucca che nel suo ultimo giorno in carica presso Lucca nell’aprile 2006 volle rendere omaggio alle vittime di Sant’Anna di Stazzema e che tornò da capo dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco e che volle tornare al Monumento Ossario per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio, donando un’effige di Santa Barbara, loro patrona, da collocare nella chiesa di Sant’Anna. Oggi Francesco Paolo Tronca è Commissario del Comune di Roma, con l’impegno di traghettare la Capitale del nostro Paese verso nuove elezioni.
“La guerra fu una tragedia che colpì fortemente tutta la Versilia ed è sempre necessario in questo giorno dedicato alle nostre vittime”, commenta l’Assessore Serena Vincenti, “ricordare tutte quelle della Seconda Guerra Mondiale, ma anche delle guerre di oggi che non sono meno cruente. Il Parco Nazionale della pace ha questo compito di vigilanza e di monito per costruire sulla memoria delle tragedie passate, un futuro di impegno perché non abbiano a ripetersi come invece sta accadendo. Oggi il cordoglio dei singoli verso i propri cari, si mescola con quello di tutte vittime della fame e della disperazione con un senso di comune sentire che accomuni tutti”.

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