“Ricorso del sindaco respinto, i beni pubblici sono vendibili. Che cosa intende fare l’amministrazione comunale, per mantenere le promesse elettorali?”

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VIAREGGIO -“Ricorso del sindaco respinto, i beni pubblici sono vendibili.  Che cosa intende fare l’amministrazione comunale, per mantenere le promesse elettorali?”

Lo chiede con forza il PD di Viareggio.

“La sentenza del tribunale di Lucca che respinge in toto il ricorso del Comune di Viareggio segna un punto di non ritorno per gran parte del patrimonio pubblico in capo alla ex-Viareggio Patrimonio: i beni possono essere venduti all’asta. Dunque la tesi del Sindaco con cui si sosteneva che con il fallimento della Patrimonio, il Principino, il Palazzetto, la Piscina, le case dell’emergenza abitativa, il Centro Polo, sarebbero rimasti beni pubblici perché indisponibili, era sbagliata. Tutti i proclami in campagna elettorale, tutti gli annunci fatti in un recente passato, si sono rilevati mera propaganda politica.

Noi l’avevamo detto fin dall’inizio che con la procedura fallimentare tutto sarebbe andato all’asta, e così è stato. Del resto già l’avvocato Iacomini, consultato proprio dal Sindaco, aveva rilasciato un parere chiaro: senza concordato preventivo o fallimentare non sarà possibile tornare in possesso dei beni. Allora viene da chiedersi: perché non si sono studiate da subito strade alternative? Perché, pur sapendo come sarebbe andata, si è scelto di fare ricorsi che hanno avuto solo il risultato di aumentare i costi per il Comune? Perché non si sente più parlare del concordato fallimentare, annunciato con tanto di slide in sede di approvazione del bilancio preventivo di quest’anno? Quale strategia intende portare avanti il Sindaco per mantenere la promessa che nulla sarebbe stato venduto?

Insomma con la svendita dei beni pubblici siamo arrivati ad un punto di svolta negativo di questa consigliatura. E purtroppo siamo ancora ben lontani dal risolvere il dissesto.

La stagione della propaganda, degli annunci, delle belle foto patinate sta giungendo al termine. Servono azioni di governo forti e risolute. Bisogna affrontare l’enorme questione delle case dell’emergenza abitativa, è necessario fare appello ad altre istituzioni, aprendo dei tavoli di confronto anche tecnico, per vedere quale soluzione può essere trovata al fine di non creare una nuova emergenza sociale in una la città che da questo punto di vista è già in enorme sofferenza”.

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