Rifiuti e spaccio nel Parco, il presidente: “Il degrado travalica i nostri compiti”

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VIAREGGIO – «Vorrei rispondere a chi non sa – dichiara il Presidente del Parco Fabrizio Manfredi – per cercare di fare chiarezza e informare correttamente i cittadini su quali siano le prerogative del Parco, e soprattutto le sue reali opportunità di intervento in situazioni come quella presentata.
Sui temi delle discariche e dei rifiuti abbandonati l’attenzione dell’Ente Parco è alta, seppure – com’è noto e vado ribadendo da tempo – esso non abbia alcuna competenza in tema di rimozione dei rifiuti, soprattutto in aree che sono di proprietà di altri soggetti e da essi direttamente gestite, poco importa se essi siano pubblici o privati, com’è nel caso della pineta di Levante. Anche altre incombenze come la gestione della stessa pineta dal punto di vista forestale sono ben definite delle norme: il Comune di Viareggio, in qualità di proprietario dell’area, è preposto all’attuazione del Piano di gestione forestale della Tenuta Borbone, mentre l’Ente Parco è competente per la pianificazione e la supervisione in tema ambientale, nonché per il rilascio dei necessari nulla osta.
Che l’Ente Parco non ha alcun potere di sostituirsi ad altri organi dello Stato o istituzioni dovrebbe essere chiaro a chiunque; ciò è ancor più vero in caso di comportamenti delinquenziali come lo spaccio di sostanze stupefacenti, la presenza di persone senza fissa dimora e altre situazioni di degrado che travalicano i propri compiti istituzionali, tant’è che per cercare di porre rimedio a tali situazioni sono state condotte operazioni ad hoc direttamente dalle Forze dell’ordine, anche nel recente passato, e spesso sotto il coordinamento delle prefetture.

A causa dei vincoli che esso subisce – prosegue il Presidente Manfredi – il Parco può fare affidamento su appena una dozzina di guardie, che sono impegnate in missioni prioritarie come l’antincendio, il controllo della fauna selvatica, la lotta al bracconaggio e l’abusivismo edilizio, e peraltro spesso impiegate in altre attività e indagini in qualità di organi di polizia giudiziaria a disposizione dei magistrati.
Come chiunque può comprendere, una simile dotazione di personale su un territorio così vasto, che abbraccia le province di Pisa e Lucca e il territorio di cinque comuni, per un totale di 24.000 ettari, è chiaramente insufficiente a garantire un monitoraggio continuo, ed è ovviamente ben al di sotto delle reali necessità per riuscire ad espletare un servizio di vigilanza adeguato e all’altezza delle aspettative dei cittadini, ma tale situazione non è in alcun modo imputabile alla mancanza di volontà o di senso di responsabilità da parte di chi amministra l’area protetta.
All’Ente Parco vanno invece ascritti interventi benemeriti fatti negli anni a beneficio del territorio, come ad esempio aver creato opportunità di sviluppo per le marine di Levante e Torre del Lago in termini urbanistici, aver dato vita ad un centro visite che svolge attività di educazione ambientale e di visite guidate alle quali partecipano migliaia di persone tra bambini e visitatori, aver realizzato tutti i camminamenti sulle dune nella Riserva della Lecciona per rendere l’accesso alla spiaggia sicuro e rispettoso del contesto ambientale, aver allestito un camminamento didattico interno alla pineta di Levante di grande attrattiva e organizzare ogni anno monitoraggi e interventi di prelievo faunistico.
Vorrei infine ricordare nuovamente che l’ambiente che circonda le marine – conclude il Presidente Manfredi – non deve però essere tutelato perché esiste il Parco, ma è l’area protetta ad essere stata istituita per salvaguardare un contesto assai delicato dal punto di vista ambientale, nel quale sono presenti habitat e specie di interesse conservazionistico protetti dalle direttive comunitarie: da tale situazione non è possibile prescindere e non si può dunque pensare di esorcizzare la questione mettendo in discussione l’esistenza del Parco, che ha invece saputo dimostrare di essere un volano di sviluppo sostenibile nella zona dando anche negli ultimi anni la possibilità agli operatori economici di effettuare i propri investimenti nella piena consapevolezza dei “vincoli” esistenti.»

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