Rifiuti sulla spiaggia della Lecciona: “Episodio isolato che esula dalle competenze del Parco”

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TORRE DEL LAGO – Con riferimento alle notizie di stampa riportate sulla situazione di degrado nella spiaggia della Lecciona (questo l’articolo della nostra testata: La Lecciona, il Paradiso perduto… tra immondizia e tronchi), l’Ente Parco ritiene opportuno precisare quali siano le competenze sul tema della rimozione dei rifiuti dagli arenili all’interno dell’area protetta.

“L’Ente Parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli  – si legge nalla nota – non ha alcun compito istituzionale al riguardo; pur condividendo le preoccupazioni talvolta espresse dagli organi di stampa e dai fruitori dell’area protetta – informazioni che talvolta occupano le cronache senza neppure avere il tempo di giungere all’attenzione dei soggetti che dovrebbero intervenire –  l’Ente può solo provvedere, come d’abitudine, ad inoltrare agli uffici delle amministrazioni comunali, in ragione delle competenze ad esse ricondotte, le segnalazioni ricevute dagli utenti, al fine di accelerare il superamento di certe situazioni di degrado. In tale specifico contesto, nel corso di monitoraggi ambientali svolti dal personale del Parco e da volontari in questa stagione estiva, non era finora emersa alcuna criticità del genere, ed è quindi probabile che si tratti di un episodio isolato, frutto ovviamente della maleducazione e dell’inciviltà di chi non è in grado di percorrere cento metri per smaltire i rifiuti negli appositi cassonetti presenti all’imbocco dei camminamenti della Lecciona. Capita peraltro, in alcuni casi, che il servizio di vigilanza del Parco – che ha una dotazione certamente insufficiente ed è comunque dedito a numerosi compiti ed attività di carattere prioritario (ai quali si aggiungono, in questi giorni, le incombenze relative allo svolgimento della “Route nazionale AGESCI” nella Tenuta di San Rossore) – provveda ad effettuare controlli in aree del parco più soggette a divenire vere e proprie discariche a cielo aperto, ma come già detto questo genere di controlli dovrebbe aggiungersi alle attività di monitoraggio che gli enti locali e le forze di vigilanza possono già effettuare per proprio conto e sulla base di precipue competenze di legge. L’Ente Parco, come ogni anno, ha peraltro promosso sul territorio, nei vari punti del litorale che ricade nell’area del Parco, alcune operazioni di pulizia volontaria che hanno coinvolto le istituzioni pubbliche, le associazioni ambientaliste, le GAV (Guardie ambientali volontarie) e alcuni gruppi di cittadini, e che da estemporanee ed occasionali potranno divenire in futuro sempre più organiche. Tali attività non possono comunque ritenersi esaustive, anche in considerazione della notevole estensione costiera dell’area protetta: è dunque necessario che gli enti che sono preposti ad effettuare il servizio di rimozione dei rifiuti possano adoperarsi efficacemente in tal senso, verificando per tempo, insieme all’Ente Parco, soprattutto nei contesti più sensibili, la possibilità di utilizzare modalità diverse da quelle attuali”.

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