Rifondazione Comunista commissariata, parla Mario Navari

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VERSILIA – Rifondazione Comunista commissariata, parla Mario Navari, ex segretario:

“Il sottoscritto e tutti gli organismi della federazione della Versilia di Rifondazione Comunista sono stati commissariati. Arriverà a comandare la Versilia la consigliera regionale Monica Sgherri, esponente politico noto per aver traghettato il Prc con il Pd in Regione Toscana per poi passare all’ opposizione dopo che Rossi ha cacciato l’ assessore di riferimento dalla giunta. Ne approfitto per togliermi qualche sassolino che il mio precedente incarico mi impediva di fare. Il commissariamento della Versilia avviene con un “processo” grottesco privo di pesi e contrappesi di controllo, dove si è voluto mostrare i muscoli ma che come un culturista analfabeta si dimostra di non saper leggere la realtà del territorio versiliese. Un fatto che inquieta. Quindi, su richiesta delle segreterie regionali e nazionali si chiude la bocca al gruppo dirigente della Versilia. Un insieme di compagni seri, autonomi, disobbedienti, militanti che hanno dimostrato con il proprio operato di ottenere i migliori risultati d’ Italia. In un partito di sinistra normale sarebbe da elogiare ma purtroppo siamo costretti a registrare una regressione del pensiero del nostro apparato che prevede lo sviluppo sul territorio soltanto di “soldatini” e non la crescita e la valorizzazione dei militanti di base. Un commissariamento che dimostra l’ enorme debolezza di un gruppo dirigente che ha perso la capacità di confrontarsi con le strutture sottostanti e con gli organismi intermedi (Renzi insegna), per imporre logiche padronali che porteranno il nostro Partito a dissolversi nel disinteresse. Un gruppo dirigente paragonabile ai vecchi ufficiali in congedo che si ritrovano nei loro circoli per raccontarsi delle vecchie esperienze per poi darsi ragione l’ un l’ altro nella gestione del presente “de profundis”. In questo quadro così malandato, non ha recuperato credibilità e relazioni esterne. Non ha volutamente lavorato per una condivisione di principi, di regole e vincoli formali. Una struttura paragonabile ad una curva da stadio in cui risulta normale insultare qualsiasi idea che fuoriesca dal selciato comandato dal “leader minimo”. Si vorrebbe un insieme di persone che a testa bassa inglobino le direttive di turno senza alcuna possibilità di valutazioni critiche che possono e dovrebbero arrivare dalla base? Non siamo disponibili. Abbiamo provato a ripartire con lo slogan ” in basso a sinistra” sperando che comunque dall’ alto arrivassero ragionamenti per far
riprendere fiato a Rifondazione. Niente, lo zero assoluto, l’annullamento delle idee. E adesso l’ annullamento di tutti quei territori che guardacaso non risultano allineati al manovratore:
Versilia, Venezia, Asti, Genova, Marche ecc. Un tessuto democratico che si impoverisce con le esclusioni in corso. Hanno ammazzato il pensiero politico di un Partito come il nostro immergendolo nelle sabbie mobili della salvaguardia di incarichi, ruoli, visibilità, conferme, divisioni, personalismi, correnti, aree: la cosa più distante e devastante per un vero progetto comunista. Prevediamo che nelle prossime elezioni regionali vedremo riproporre gli amici degli amici (cosa che sta già avvenendo) e che per le amministrative di Viareggio avranno diritto di parola e di decisione
solo gli omologati. Riconosciamo in Versilia di aver creato fin dalla sua nascita una federazione non subordinata agli interessi di bottega, una federazione eretica, un insieme di compagni pronti ad alzare la testa dopo qualsiasi prepotenza. Ma il vero tentativo con questa scelta è quello di creare disillusione per poi trasformarla in passività, poichè la passività è l’ anticamera della resa. Anche per questo siamo e saremo Resistenti”.

“Cambia il vento. Come un libeccio che arriva con la primavera a fare pulizia – risponde Niccolò Martinelli: “Il commissariamento della federazione Versilia di Rifondazione Comunista, votato domenica pomeriggio dalla Direzione Nazionale, rappresenta un atto di igiene politica e un passo importante nella strada faticosamente intrapresa da questo partito per tornare ad essere soggetto vivo, radicato nelle contraddizioni della società e nei movimenti di lotta. Un commissariamento che mette fine ad una pratica opportunista e volta unicamente alla ricerca di prebende istituzionali, portata avanti dal gruppo dirigente che ha svuotato‎ il partito negli ultimi anni. Finalmente se ne va a casa chi per anni ha represso tutte le energie più giovani e fresche che questo partito aveva aggregato: nei movimenti studenteschi, nelle lotte per il diritto alla casa, con chi faticosamente si svegliava presto nel proprio giorno libero per andare a fare i Gruppi di Acquisto Popolari e sacrificava tempo ed energie per dare una mano gratuitamente ai ragazzi dei quartieri con i compiti a casa. “In basso a sinistra”, ci eravamo detti uscendo nel 2008 dal congresso di Chianciano. Ma in Versilia, quella svolta non tutti la praticarono. Con un gruppo dirigente che nel nome d‎i una parvenza di  Federazione della Sinistra, ha venduto i propri giovani e la propria credibilità sull’altare di una sudditanza verso i partiti moderati utilizzando trucchetti di bassa lega come i famosi 47 voti per delega che avallarono l’appoggio al PD nella città di Viareggio. Avveniva che, mentre i compagni dell’Unione Inquilini e della Brigata Sociale Antisfratto occupavano il Collegio Colombo per dare una risposta concreta e di lotta, i dirigenti della FdS blateravano di mancato rispetto della legalità a causa di un occupazione per necessità abitativa, definendo “pezzenti” e “sottoproletari di cui non occuparsi” gli sfrattati.
Scenario ripetutosi, in maniera più triste e vergognosa l’anno successivo, in occasione dell’occupazione della palazzina sfitta di via Matteotti, con l’appoggio della federazione all’assessora Isaeliana Lazzerini, che contro attivisti e occupanti minacciava l’applicazione rigida del decreto Lupi, denunce e sgomberi forzosi. Già, come lo sgombero del circolo Caracol, con un atto infame quale il cambio di serratura, attuato per chiudere una esperienza di lotta e partecipazione per lasciare una sede del partito chiusa a prendere la muffa. E nonostante questo, un ringraziamento va ad alcuni compagni coraggiosi che nonostante tutto hanno rinnovato la tessera, fondando il Circolo Caprili, vero e proprio baluardo in direzione ostinata e contraria, che ha con ogni evidenza evitato lo sputtanamento di Rifondazione nella città di viareggio. E un grazie enorme va anche a chi, in circoli come Massarosa e Pietrasanta, non si é rassegnato, e ha ingollato bocconi amarissimi, mettendoci la faccia per il senso di responsabilità che caratterizza ogni comunista: la responsabilità storica di tenere aperta una alternativa alle politiche privatizzatrici delle destre e del PD, anche quando i venduti che ti guidano dicono che sei un matto e che l’importante é spartirsi la torta. Ma un grazie, va soprattutto ai tanti compagni di lotta di questi anni, interni ed esterni a Rifondazione Comunista. Che hanno compreso la situazione e, sebbene scettici sulla possibilità di un PRC diverso in Versilia, hanno sempre trattato con dignità e rispetto le nostre posizioni, la nostra battaglia interna al partito e la nostra autonomia all’interno del quadro ampio della sinistra di classe. Con il commissariamento, sicuramente tardivo ma fondamentale, si apre una fase di riassetto e ricostruzione. Ricostruzione di una credibilità dei comunisti all’interno delle lotte. Ricostruzione di un partito che sia motore di un cambiamento radicale della società e non si limiti a rappresentarlo, né tantomeno stia dalla parte di sfruttatori e palazzinari come avvenuto in passato. Ricostruzione dei Giovani Comunisti come strumento adeguato a reggere il livello dello scontro con il capitale, a disposizione dei nuovi conflitti sociali per il diritto allo studio, al salario, al reddito e alla casa, con spirito di organizzazione, formazione politica e unità massima a partire dalle lotte. Ricostruzione, in fondo, del senso stesso che ha per noi definirsi COMPAGNI nell’epoca della politica iper-personalizzata fatta ad uso e consumo di chi ci vorrebbe soli come atomi, a doverci guardare le spalle l’uno dall’altro.
Rivolgo un caloroso augurio di buon lavoro alla commissaria designata dalla Direzione Nazionale, la compagna Monica Sgherri, che avrà tutto il supporto e la collaborazione che a Viareggio e in Versilia saremo grado di darle in questa pur faticosa fase piena di incombenze politiche, con Viareggio Bene Comune per Filippo Antonini sindaco. Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa la trionferà”.

“La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista all’unanimità ha votato il commissariamento della federazione della Versilia e ha nominato la sottoscritta  – aggiunge la commissaria -: “Il commissariamento è un atto estremo che arriva quando si prende atto di ripetuti episodi che contrastano il buon andamento del partito, la sua immagine, il rapporto corretto tra i circoli, la manifesta volontà del suo gruppo dirigente di non adottare proposte organizzative tese a superare la conflittualità interna e riportare tutta la vita del partito nei corretti binari, e non ultimo una grave condizione finanziaria che non permette più al partito di far fronte ai propri impegni.. Il commissariamento è la risposta all’incapacità dimostrata di affrontare i problemi e di dare la parola agli  iscritti, tutti. A una vita interna di partito conflittuale, poco democratica si aggiunge una gestione proprietaria e poco chiara della vicenda legata all’amministrazione di Viareggio. UN’ambiguità di fondo finalizzata a non affrontare nelle sedi proprie del partito il tema del commissariamento  (e delle sue cause)  dell’amministrazione comunale  a guida PD, anche nell’ottica di affrontare la collocazione futura del partito. Era prevalsa all’esterno una soffocante subordinazione al Pd.  In coerenza con la scadenza delle elezioni regionali che ha visto il partito regionale tutto impegnato a costruire una alleanza alternativa al Pd, solo una parte di Rifondazione Comunista ha lavorato in loco con tenacia alla costruzione di una coalizione regionale, e comunale che oggi vede Antonini candidato sindaco. Il commissariamento della Federazione della Versilia è finalizzato a ripristinare la vita democratica del partito e ha questo obiettivo sarà finalizzato il mio intervento. Ripristinare un terreno democratico per concentrare il partito tutto in questa campagna elettorale che viene a collocarsi in un contesto sociale provato, dove la crisi economica ha drammaticamente allargato la forbice sociale con conseguenze devastanti per un numero sempre crescente di famiglie sotto la soglia di povertà o a rischio di povertà.  Anche in Toscana gli sfratti per morosità incolpevole e le case all’asta sono fra i drammatici segnali. Il Pd Renziano si presenta con un programma elettorale incentrato sulle meravigliose sorti del job act e sullo smantellamento della sanità pubblica confinandola ai più poveri (con tanto di lista d’attesa) e spostando invece tutti gli altri sul privato sociale e privato tout court. Un partito che ritrova la sua utilità nella mobilitazione per difendere lo stato sociale e battere queste politiche liberaliste deve essere il nostro obiettivo  L’intenzione come commissaria è di gestire questa fase con l’apporto dei segretari di circolo facendo riferimento a loro per le scelte di fondo e convocando costantemente l’assemblee degli iscritti. Certa che il rilancio del partito sia la nostra priorità a questo mi atterrò evitando ulteriori polemiche”.

 

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