Romanini, il pm chiede condanne pesanti

0

LUCCA – Sentenza rinviata al prossimo 25 marzo. La corte d’assise di Lucca leggerà il dipositivo alle 14. Condanna, o assoluzione? La vicenda che vede sul banco degli imputati Roberto Romanini riguarda il sequestro di persona e la tentata estorsione di Loreno Dalla Vall, suo ex socio in affari. Le richieste del Pubblico Ministero dell Dda fiorentina, dottor Ettore Scullace Greco, sono state due: condanna a 25 anni per il sequestro di persona o, in subordine, 9 anni e 6 mesi per l’estorsione. Chiesta invece l’assoluzione da parte della difesa di Romanini, affidata all’avvocato Maurizio Tonnarelli.

L’arresto di Roberto Romanini risale al febbraio 2013: Una indagine vecchia, archiviata e poi riaperta, quella per la quale, ieri pomeriggio, Roberto Romanini è finito in carcere a San Giorgio: l’imprenditore camaiorese, al tempo dei fatti socio di maggioranza della Versilfungo, aveva teso una trappola a un imprenditore italo finlandese a cui voleva “strappare” un accordo per avere l’esclusiva della raccolta dei funghi nei paesi scandinavi, al fine di rilanciare la sua società, azienda leader del settore dei funghi, e poi l’aveva ricattato con un filmato a luci rosse. La squadra mobile di Lucca, con il supporto del personale della Squadra Volante, dei cinofili e di un mezzo aereo del Reparto Volo della polizia di Stato che durante il massiccio blitz ha sorvolato il cielo, effettuando anche le riprese dall’alto, lo ha arrestato ieri in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Gip presso il Tribunale di Firenze su richiesta della-Direzione Distrettuale Antimafia,  e Roberto Romanini, imprenditore 62enne di Camaiore, è finito in cella, con le gravissime accuse di sequestro di persona a scopo di estorsione, calunnia e minaccia per costringere a commettere altro reato. La vicenda, come spiegato allora dal questore Claudio Cracovia, dal capo della squadra mobile lucchese Virglio Russo e dall’ispettore capo Roberto Femia durante la conferenza stampa  trae origine da una denuncia presentata nel luglio del 2006 in Finlandia dall’ imprenditore italiano Loreno Dalla Valle, attivo nei paesi scandinavi nel settore della raccolta dei funghi, che consente lauti guadagni agli importatori italiani. Roberto Romanini, che al tempo era proprietario della “Versilfungo”, una tra le maggiori aziende nel settore di tutto il Centro Nord, aveva infruttuosamente tentato di convincere il Dalla Valle e fornirgli l’ esclusiva per la raccolta dei funghi porcini nei paesi scandinavi. Al diniego di questi, con uno stratagemma, lo aveva attirato in Italia, gli aveva procurato una giovane prostituta brasiliana, filmandolo a sua insaputa mentre consumava un rapporto sessuale a luci rossi. L’ indomani, dopo avergli puntato contro una pistola e averlo rinchiuso in un cottage di sua proprietà in un bosco sulle colline di Camaiore, lo aveva incappucciato, ammanettato ad una sedia, percosso con uno sfollagente e minacciato di torturarlo con una pistola elettrica, ricattandolo di rivelare a sua moglie il contenuto del filmato “scabroso” che aveva registrato durante il suo amplesso con la lucciola. Il Dalla Valle fu tenuto sequestrato per ore, e costretto sottoscrivere un contratto, unilateralmente predisposto dal sequestratore, di ben 11 pagine, con clausole-capestro a carico della controparte – tre milioni e 400mila euro da versare a Romanini – che una volta “libero” era fuggito nel nord Italia, confidandosi con un amico e facendosi fotografare le varie ecchimosi riportate, poi, tornato in Finlandia, aveva presentato denuncia. L’ indagine a suo tempo avviata dalla Squadra Mobile della questura di Lucca, che tramite l’ Interpol aveva ricevuto la denuncia dall’organo finlandese, era stata archiviata per insufficienza di prove, e solo a seguito dell’ omicidio di Stefano Romanini, freddato con 15 colpi di pistola sotto la sua abitazione all’alba dell’8 febbraio di due anni fa, e per cui l’arrestato, cugino della vittima, è stato iscritto nel registro degli indagati unitamente ai due figli e a un cittadino rumeno ritenuto l’ esecutore materiale del delitto, l’ indagine sul sequestro di persona fu riaperta, grazie al ritrovamento, durante una perquisizione domiciliare nella casa di Romanini in via Torrone, proprio dei filmati con i quali il Dalla Valle era stato ricattato. Era l’11 luglio del 2011 quando, su disposizione della Procura di Lucca, la polizia di Lucca perquisì la villa di Roberto Romanini, cugino della vittima freddata a sangue freddo con un intero caricatore, e alcuni terreni di sua proprietà.  Le perquisizioni avevano interessato, oltre la casa, anche la zona compresa tra le vie Di Contra e Di Torrone a Camaiore, e si erano concentrate soprattutto in alcuni terreni utilizzati da Roberto Romanini e da altre persone per le esercitazioni di tiro con armi da fuoco, cercando i bossoli per compararli con quelli che sparati contro Stefano Romanini, tanto che furono sequestrate alcune ogive, e documentazioni cartacee. Il tutto mentre Roberto Romanini, forse per tutelarsi, aveva nel frattempo presentato una denuncia contro Dalla Valle, sostenendo che quest’ultimo aveva cercato di truffarlo. Un elemento nuovo, e importante, il ritrovamento del filmato, debitamente occultato nella villa, avvenuto a distanza di tanti anni ma che ha consentito alla Squadra Mobile di Virgilio Russo di acquisire incontrovertibili elementi probatori grazie ai quali la Dda di Firenze, con il sostituto procuratore Squillace Greco, ha potuto riaprire il vecchio caso, ed ottenere la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Alessandro Moneti, per Roberto Romanini, che anche di recente aveva minacciato due altri imprenditori, a conoscenza dei fatti, per costringerli a tacere alla polizia i fatti a loro conoscenza sul sequestro di Della Valle. Durante la fase investigativa gli inquirenti sono andati anche in Finlandia, per parlare nuovamente con la vittima e ricostruire tutti i passaggi della “storia” ed arrivare, finalmente, all’arresto. La versilfungo, all’epoca, tenne a precisare, con una nota stampa, la propria totale estraneità ai fatti

 

 

No comments

*