Romeo e Scampia, never ending story: non era un caso chiuso?

0

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Il caso Scampia pare non trovare fine. Normale in una città come Viareggio dove la polemica la fa da padrona, da sempre. Meno normale se si considera che proprio ieri tra il Commissario Prefettizio dottor Valerio Massimo Romeo e l’avvocato Angelo Pisani, presidente della Ottava Municipalità di Napoli c’è stata una telefonata chiarificatrice e dalle minacce di querela con relativa e conseguente richiesta di risarcimento danni, si era passati ad un cordiale colloquio con tanto di rispettivo invito a stringersi la mano ( leggi anche: “Nessuna offesa a Scampia”: stretta di mano tra Romeo e .). Della serie, come si dice in Toscana, tutto si è concluso “a tarallucci e vino”. Ma a quanto pare, anche oggi si continua a parlare della vicenda, e a pronunciarsi, con una riflessione “forte”,  è l’ex consigliere comunista Emiliano Favilla che in una nota afferma: “Parole più pesanti il commissario prefettizio non poteva pronunciarle. Mettere Viareggio con Scampia in termini di paragone sulla criminalità organizzata, ha trovato reazioni indignate dei campani, mentre poche voci che a Viareggio contano hanno sentito il bisogno di tutelare e difendere la dignità dei tanti (la stragrande maggioranza) dei viareggini onesti. Se gli abitanti di Scampia si sono sentiti offesi dalle parole di Romeo per essere stati paragonati alla situazione di Viareggio, cosa dovrebbero dire i viareggini? Intendiamo, che a Viareggio ci siano problemi di sicurezza e’ sicuramente vero, come e’ altrettanto vero che ci sia una malavita forte ed organizzata che tenta di farsi spazio (essendo Viareggio una città turistica molto appetibile) ma essere addirittura paragonati alle zone dove la malavita detta legge, mi sembra esagerato ed offensivo con grave danno all’immagine di una città che vive di turismo. Comunque se Romeo ha degli indizi tali da fare affermazioni così pesanti c’è d’aspettarsi provvedimenti altrettanto energici e, soprattutto, urgenti. Perché oltre al divieto della balneazione ci mancherebbe che i turisti non vengano perché si è sparsa la voce che la città (sostenuta da un uomo delle istituzioni peraltro anche vice prefetto) e’ in preda alla camorra o ad altre organizzazioni malavitose analoghe. Quindi, carissimo Romeo, si dia una mossa, per favore”.  A pensare al rosso delle casse comunali che hanno portato al dissesto, e al secondo commissariamento in due anni, alle indagini della della Procura di Lucca in Comune, alla Patrimonio e alla Viareggio Porto, alle “velate” denunce dei tre assessori silurati, Servetti, Puccetti e Augier, di poteri forti in Muncipio, alle infiltrazioni camorristiche che lo scorso gennaio hanno portato al sequestro dell’ex Fappani in Passeggiata, allo spaccio dilagante in Pineta, sulle Marine e nella zona della stazione, tanto che spesso la stampa ha titolato i vari articoli di cronaca “Viareggio, terra di nessuno”, forse Valerio Massimo Romeo avrebbe fatto meglio a dire “prendiamo esempio da Scampia”,quertiere partenopeo noto alla storia, il libro Gomorra è solo un esempio, dove negli ultimi tempi molti dei problemi sono stati risolti e un gemellaggio in nome della legalità non sarebbe male. Il problema urgente, a Viareggio, è uscire dal default milionario e il Commissario, chiamato a risanare la città, sta adottando provvedimenti drastici, a partire dai prepensionamenti e alla messa in liquidazione dei “carrozzoni” chiamati anche Partecipate, applicando la legge, facendo, insomma, quello che i partiti, sinistra o destra non fa molta differenza, non sono riusciti a fare per anni. Viareggio ha bisogno di dignità e di tornare a quella che fu negli anni d’oro. Quello che il Commissario Prefettizio ha trovato a Palazzo è noto ( leggi anche:  La cronaca nera? E’ in Comune. Romeo pronto a fare un esposto in Procura). Il futuro, insomma, è nelle mani di Romeo, e tutti i cittadini onesti, che stanno apprezzando il suo lavoro, stanno dalla sua parte.

( foto di Letizia Tassinari )

No comments

*