Salvini? “Un sobillatore di folle: se offendi è normale la contestazione”

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VIAREGGIO – “È giusto che chiunque possa parlare ed esprimere il proprio pensiero in una piazza o in qualunque altro luogo. Questo vale anche per Matteo Salvini. Anche il diritto di manifestare il dissenso è sacrosanto ma solo se fatto con ordine e dirigenza nel pieno rispetto della legge. Gli incresciosi episodi avvenuti a Massa e in Versilia sono il frutto di una contrapposizione di estremismi che giorno dopo giorno stanno diventando sempre più pericolosi, alimentati da una parte da personaggi che odiano lo stato e la democrazia e, dall’altra, da un sobillatore di folle”. Ad affermarlo è l’onorevole Claudio Morganti, ex leghista: “Salvini è cosciente che ormai la politica è per buona parte spettacolo, che serve alzare un polverone e dei toni decisi e provocatori per avere titoli nei Tg e attenzioni mediatiche. Salvini preferisce la politica dell’offesa e della bugia per alimentare tensioni e contestazioni piuttosto che la politica delle idee, del confronto e della soluzione dei problemi. Salvini, nel 1999, fu condannato a 30 giorni di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale per aver lanciato uova contro Massimo D’Alema e la polizia. In quegli anni era lui dall’altra parte della barricata, oggi è lui a lamentarsi e a cercare di passare da vittima. Se offendi i gay è normale che questi ti contestano. Se offendi i meridionali è logico che ti contestano. Se offendi gli antagonisti e ti rivolgi a loro con baci provocatori, diti medi e gesti dell’ombrello è normale che crei ancora più odio verso la tua persona. La politica dell’offesa e del disprezzo è pericolosa e da condannare. La vera politica è quella delle idee, della coerenza e del confronto. Che credibilità può avere un Salvini che fa l’indipendentista in Veneto e il nazionalista a Roma? Che credibilità può avere un Salvini che al nord parla degli sprechi del Sud e al Sud magicamente si dimentica di parlarne? Ho ascoltato parte del suo comizio e apprendere che non conosce la differenza tra migranti e profughi fa veramente cascare le braccia. Con gli slogan e la demagogia non si risolvono i problemi. E il nostro paese e la città di Viareggio in particolare hanno un’estrema urgenza di un radicale cambiamento”.

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