Sanità, Manuela Granaiola: “Progetti e non parole”

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VERSILIA . La commissaria regionale assicura i cittadini che presto saranno superati tutti i problemi relativi alla prenotazione di visite ed analisi; problemi dovuti all’addensarsi di una serie di difficoltà concomitanti. Speriamo che effettivamente sia così anche se devo ricordare che ritardi e difficoltà – così come hanno lamentato molti cittadini – sono ormai presenti da molto tempo. La sanità toscana sta attraversando un momento di riordino molto complesso; l’obiettivo dichiarato dalla regione è quello di razionalizzare i costi ed ammortizzare i minori finanziamenti statali conservando i servizi. Tutto ciò è molto chiaro “sulla carta” molto meno nelle modalità di attuazione. Intanto si potevano prevedere attività di supporto tese a minimizzare i disagi dei cittadini, soprattutto per i cittadini più deboli e meno in grado di far valere i propri diritti”. La nota stampa che riportiamo integralmente è della senatrice Manuela Granaiola: ” Va bene accorpare e razionalizzare a condizione che si abbia ben presente cosa succede concretamente ai cittadini e se si mettono in campo adeguate “infrastrutture” di supporto. Il cittadino si deve muovere? Non tutti lo possono fare autonomamente o possono contare sull’aiuto di un familiare ed allora che cosa è previsto per superare queste difficoltà che sono molte e reali? Si continua con lo scarica barile tra “sanitario e sociale” che si conclude sempre con l’obbligo del paziente (o dei suoi familiari) di arrangiarsi. Quale ristrutturazione è prevista per tutto il sistema di una “medicina territoriale” che in realtà è pesantemente in affanno da anni e che, alla luce della riforma, vede moltiplicati i suoi compiti e le sue necessità? Questi alcuni temi immediati, ci sono poi quelli strategici. Ne voglio ricordare ad esempio almeno due. Il primo è quello dei costi delle analisi e delle visite del servizio sanitario pubblico che ormai superano quello dei privati erogati tra l’altro senza estenuanti attese. Si tratta di una situazione che configura una sconfitta storica della sanità intesa come diritto pubblico ed universalistico. Il secondo è quello della prevenzione; di un corretto rapporto tra sanità e territorio. Non posso fare ameno di ricordare, fra le altre cose, le molte preoccupazioni espresse a suo tempo da oltre cinquanta associazioni di volontariato sull’andamento delle patologie neoplastiche in Versilia. Preoccupazioni alle quali non è stato mai esaurientemente risposto e che ormai sono ampiamente diffuse – a ragione – anche nell’opinione pubblica. Ritengo che a queste domande – anche per rendere credibile qualsiasi futuro progetto di riforma – sia giunto il tempo di dare risposte certe e credibili: progetti e non parole. So bene che questa mia è una riflessione aspra ed amara; ma l’obiettivo è quello di salvaguardare una sanità toscana che per molti aspetti primeggia e che tuttavia oggi rischia di essere minata e sminuita a causa di un progressivo distacco tra le molte eccellenze e quella quotidianità che i cittadini vivono giorno dopo giorno e che tuttavia rappresenta il vero tessuto connettivo di tutto il nostro sistema sanitario”.

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