Sanità: parla la dottoressa Serra, membro del direttivo di Forza Italia di Camaiore

CAMAIORE – “Da tempo il governo nazionale ed in aggiunta quello regionale, hanno inflitto al sistema Sanità colpi che hanno destabilizzato in primis il sistema stesso ed i suoi operatori, ma soprattutto penalizzano la grande utenza che ad essa fa riferimento per le proprie necessità salutari. Orbene, dal 1978 ad oggi, il sistema sanitario è stato al centro di numerose modifiche sia nell’ambito organizzativo sia in quello logistico, che di fatto, in ragione di una paventata maggiore efficienza, fin qui mai raggiunta, hanno avuto come comune denominatore, una minore efficienza ed una sempre maggior crescita dei suoi costi, accrescendo disagi e disservizi; senza contare che a causa delle enormi liste da attesa, in taluni casi si deve attendere circa un anno per un esame e/o altri numerosi servizi, in precedenza erogati direttamente, ovvero appaltati a strutture sanitarie private. Si è passati in “tempi di ristrettezze economiche” da una gestione con manager di stato, a super manager provenienti dal settore privato, il cui compito primario a loro richiesto, era il contenimento dei costi della sanità, che si è pensato definire spending review. Obiettivo palesemente fallito”.
La nota arriva dalla dottoressa Anna Serra,responsabile del Dipartimento rapporti integrazione sanità pubblica e privata in Regione per Forza Italia e membro del direttivo comunale di Camaiore:
“Vero è che – prosegue la dottoressa Serra – il pesante indebitamento finanziario ed economico che hanno contrassegnato le aziende Usl della Toscana, è stato un forte vettore per la rimodulazione delle stesse in tre aree, non senza esser passati attraverso accesi dibattiti tra le varie forze politiche regionali in campo. Balza agli occhi la drastica riduzione dei direttori generali e delle relative sedi amministrative, ridotti a tre. Attenzione però. Non vi sono stati licenziamenti ma solo una loro ricollocazione e ridimensionamento delle proprie competenze e dei loro uffici amministrativi. Dunque una riforma più politica che finanziaria. Nell’ottica di questa nuova organizzazione regionale, si è deciso di delocalizzare alcuni reparti o servizi per l’appunto, all’interno del territorio dell’area vasta, che si badi bene, ha competenza su più province. Ne consegue ad esempio, che un cittadino di Camaiore per una visita/esame cardiologica, si debba presentare all’Opa di Massa e non più all’ospedale unico Versilia di Lido di Camaiore. Questo ha determinato lo svuotamento del predetto nosocomio che ad oggi appare “un casermone vuoto”. A ciò si aggiunge la fuoriuscita di alcuni farmaci di “uso comune” divenuti non più mutuabili, dunque totalmente a carico dei cittadini. Dunque combattere politicamente per mantenere sul territorio di Camaiore e della Versilia i presidi sanitari fondamentali, per evitare i disagi e i disservizi ai cittadini che la nuova organizzazione della sanità toscana, è l’obiettivo primario che vogliamo perseguire per tutta la comunità di Camaiore. Un impegno a 360 gradi per far sì, che la Sanità Toscana fornisca una maggiore efficienza delle prestazioni offerte, cercando in tal modo di porre fine agli enormi disservizi e disagi per i cittadini. E’ necessario che i sindaci, ai quali la legge tutt’ora assegna il ruolo di autorità sanitaria locale, facciano sentire la loro voce di dissenso e di tutela verso il diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana. Questo è l’unico modo per difendere i presidi importanti e fondamentali del territorio come il pronto soccorso ed i reparti collegati come ortopedia, neurologia, cardiologia, diagnostica per immagini e laboratorio analisi”.