“Scioperiamo perchè!”, presidio in via Coppino dei lavoratori Benetti

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VIAREGGIO  – Presidio, questa mattina in via Coppino, dei lavoratori del cantiere navale Benetti.

“Mentre la produzione procede a gonfie vele, nonostante il processo di riorganizzazione in corso, annualmente si è sempre discusso il raggiungimento o meno degli obiettivi produttivi, lo sforzo ed il sacrificio fatto dai lavoratori e di conseguenza il raggiungimento degli obiettivi del premio annuale aziendale”. Questo è quanto afferma Nicola Riva, Rsu della Fiom Cgil: “Per Benetti infatti l’anno nautico che volge al termine è stato un anno di successo durante il quale pur con un numero di addetti minore si è raggiunto il traguardo di un maggior numero di yachts prodotti e questo solo grazie alla grande disponibilità ed al sacrificio che i lavoratori e le lavoratrici hanno profuso, pur in una fase di profonda riorganizzazione per l’azienda. Riorganizzazione che è oggetto di discussioni quotidiane con l’azienda e con i lavoratori che sono stati posti in cassa integrazione straordinaria, nonostante si stia continuando a chiedere per talune figure disponibilità straordinarie e facendo ricorso ad aziende terze per sostituire lavoratori in cassa. Questo ha fatto si che maturasse il convincimento che a fronte di un risultato oggettivamente migliore rispetto a quello dell’anno precedente si potesse conseguire per tutti un premio annuale superiore o al limite pari a quello del 2013”.

“L’azienda, tuttavia, – prosegue Riva – negli incontri precedenti è stata di tutt’altro avviso, proponendo il pagamento di un minor importo del premio in relazione alla riorganizzazione e ad un minor numero di lavoratori da riqualificare o da collocare in mobilità. Il sindacato, di fronte a questa proposta, ha risposto di essere pronto a trattare su questa materia, mettendo sul piatto il premio a patto che l’azienda rinunciasse totalmente alla riduzione del personale. L’azienda ha risposto che ciò non era possibile, facendo emergere la sua vera posizione e che la questione non poteva essere trattata prendendo a consuntivo quanto accaduto l’anno precedente, fatto questo che è il riferimento fondamentale per i lavoratori che hanno lavorato di più pur essendo di meno e prodotto più barche. Oltretutto se oggi l’azienda registra problemi di tipo finanziario(non sembra dalle comunicazioni date alla stampa), perché forse non si è venduto bene oppure perché le tante attività esternalizzate sono costate troppo, gli unici che non hanno responsabilità in merito sono proprio le lavoratrici ed i lavoratori che invece hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità e che oggi si aspettano di vedersi riconosciuto il giusto, per il grandissimo contributo portato alle attività di Azimut Benetti”.

 

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