Sciopero degli scrutini, adesione alta

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Dopo il 5 maggio, giorno del più grande sciopero della scuola italiana con quasi l’80% di adesioni e moltissime scuole chiuse, anche questi giorni estivi di giugno verranno certamente ricordati per quello che sta accadendo nelle scuole di tutta Italia.

La partecipazione allo sciopero degli scrutini indetto da tutti i sindacati della Scuola (CGIL, CISL, UIL, GILDA, SNALS, COBAS e sindacati di base), è altissima: in maniera compatta i lavoratori della scuola si sono organizzati per far saltare gli scrutini delle classi delle loro scuole (escluse terze medie e quinte superiori), come ultima forma di protesta contro la sordità del governo Renzi e del PD che, al di là della retorica e dei tweet, non prende in considerazione il punto di vista di tutto il personale della scuola e continua a testa bassa nell’attacco al sistema di istruzione pubblico, che vuole smantellare con una riforma chiamata paradossalmente “Buona Scuola”.

Anche la partecipazione finora riscontrata in Versilia è impressionante, anche superiore a quella già altissima riscontrata in Italia, come evidenziano i dati raccolti dal Coordinamento Scuole della Versilia: 100% di scrutini rinviati in quasi tutte le scuole superiori di Viareggio (al liceo scientifico-tecnologico e all’ITI Galilei, al nautico Artiglio, al liceo scientifico Barsanti e Matteucci, all’istituto commerciale Piaggia, all’ISI Marconi), e la situazione non cambia al liceo Chini-Michelangelo di Camaiore e Forte dei Marmi, e al liceo artistico Stagi di Pietrasanta. Scrutini tutti rinviati anche all’istituto comprensivo Viani, e punte altissime anche all’IC Centro-Migliarina-Motto, all’IC Camaiore 3 di Capezzano Pianore, all’IC Massarosa 2 di Pian di Conca, alla scuola primaria dell’IC Pietrasanta 1.

Una dimostrazione di estrema determinazione e solidarietà: in ogni scuola i docenti si sono organizzati per scioperare a turno e far saltare gli scrutini, nonostante le forti pressioni esercitate da alcuni dirigenti e pur sapendo che i primi a rimetterci saranno gli insegnanti che saranno chiamati una seconda volta a ripeterli. Hanno deciso di dare l’ennesimo segnale che loro quella riforma non la vogliono, all’opinione pubblica, al governo Renzi e al PD, in grossa difficoltà al Senato dove è già andato sotto nelle votazioni sul provvedimento (in commissione affari costituzionali).

Le ragioni di chi protesta contro la “Cattiva Scuola” di Renzi sono quelle che gli stessi lavoratori hanno portato in piazza e nelle mobilitazioni in tutti questi mesi e che sono ribadite dal Coordinamento Scuole della Versilia: “si finanziano le scuole private con oltre un miliardo di euro, cui si aggiungono gli sgravi fino a 400 euro per alunno, mentre non si investono sufficienti fondi nell’istruzione pubblica per migliorare la didattica e ridurre gli alunni per classe, né per i laboratori, le strutture e l’edilizia scolastica. In assenza di fondi pubblici le singole scuole potranno essere finanziate dalle imprese e dalle famiglie, per cui ci saranno poche scuole con molti finanziamenti mentre la maggioranza saranno in gravissima difficoltà. Con l’introduzione di un preside-padrone che decide in maniera arbitraria chi insegna nella propria scuola e chi guadagna di più, si mette a rischio la libertà di insegnamento e si introduce un sistema autoritario che mina la cooperazione tra i docenti. Dei 300.000 precari della scuola attuali, 200.000 sono espulsi e di fatto licenziati in massa nonostante anni di insegnamento e le costose abilitazioni, mentre la metà dei neoassunti, per risparmiare, saranno destinati a fare supplenze anche su materie che non hanno mai insegnato e su cui non sono abilitati. Le imprese potranno determinare le scelte didattiche delle scuole che finanziano e gli studenti delle superiori dovranno lavorare gratuitamente centinaia di ore in azienda, senza garanzie formative. Anche il personale tecnico e amministrativo e i collaboratori scolastici subiranno pesanti tagli di personale (oltre 2.000), dopo quelli degli ultimi anni”.

Il mondo della scuola rifiuta questa riforma devastante che peggiora solo le cose, e il Governo ed il PD non possono continuare ad ignorare il punto di vista di chi la scuola la porta avanti da anni tra mille difficoltà: il disegno di legge va ritirato, mentre vanno assunti tutti quei precari che ne hanno diritto. Non è questa la riforma di cui la scuola ha bisogno!

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