“Senatrice, non voti il Job Act”, l’appello alla Granaiola da Sel Viareggio

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VIAREGGIO – L’appello alla senatrice Manuela Granaiola arriva da Viareggio, dai due circoli Sel:

“Cara Senatrice Granaiola,

Le scriviamo questo appello in quanto lei rappresenta l’unica esponente Versiliese al Senato della Repubblica che vedrà domani la discussione riforma-delega detta “Jobs Act”.

Siamo consci che una riforma del lavoro fosse necessaria per limitare la disparità di diritti tra chi ha un contratto a tempo determinato e chi un contratto a tempo indeterminato, tra chi galleggia nella melma del precariato e chi fortunatamente possiede un posto di lavoro “normale”, tra chi gode di alcune tutele del lavoro subordinato e chi come le “finte partite iva” non gode di nessune diritto. Alcune indicazioni in tal senso si trovano anche all’interno della carta d’intenti di Italia Bene Comune firmata e deposita al ministero degli Interni (http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/25_elezioni/141_PARTITO_DEMOCRATICO.PDF).

Nel Jobs Act Se viene tolta una tutela come quella dell’obbligo di reintegro del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo per i nuovi assunti, come si può quindipensare di renderli stabili? La discussione in queste settimane si è concentrata solo ed esclusivamente sull’articolo 18 sì (sindacati, lavoratori di ogni categoria) o articolo 18 no (governo e le grandi imprese guidate da Confindustria), ma, oltre alla libertà di licenziamento indiscriminata e quindi alla continua ricattabilità dei lavoratori si sommano molte altre criticità.

– Non è vero che saranno incentivati i contratti a tempo indeterminato come va dicendo il governo perché, in realtà, i tempi determinati sono aumentati con il decreto Poletti ,che ha anticipato il Jobs act, togliendo l’obbligo di motivarli, portando a ben 5 tipologie quelli che si possono fare con la stessa azienda.

– Non si è pensato di estendere l’indennità di disoccupazione non solo ai lavoratori subordinati, ma anche (e soprattutto) al lavoro cosiddetto “falso autonomo”, proponendo di estendere il sussidio ASpI, che deve assumere valore universale e solidale, a tutte le categorie di lavoratori in stato di disoccupazione, volontaria o involontaria indipendentemente dalla tipologia contrattuale di provenienza.

– è presente una palese discriminazione su base generazionale dei lavoratori tramite il contratto a tutele crescenti basato esclusivamente sull’anzianità lavorativa.

-Non si è pensato ad istituire il reddito minimo garantito  (come in tutta Europa tranne in Grecia e Ungheria), allo scopo di contrastare la marginalità, garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza, attraverso l’inclusione sociale per gli inoccupati, i disoccupati e i lavoratori precariamente occupati, quale misura di contrasto alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

– non c’è alcun accenno ad un programma nazionale sperimentale di interventi pubblici nei settori ambiente (dissesto idrogeologico!!) e salute finalizzato alla creazione di nuova occupazione;

– Infine, consapevoli della giusta battaglia che sta facendo a fianco di Riccardo Antonini ingiustamente licenziato da FF.SS. le ricordiamo che il Jobs Act abolisce proprio quell’art. 18 senza il quale questa battaglia non si sarebbe potuta nemmeno iniziare.

Per tutti questi motivi le chiediamo di non partecipare o di opporsi a questo provvedimento. In Versilia e soprattutto a Viareggio, che ha un tasso di disoccupazione al 12,6% contro una media della Provincia al 9,6%, non possiamo permetterci altri disoccupati, altri giovani precari.”

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