Sequestrata e violentata per tutta la notte mentre l’altro la filma: condannati due marocchini

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Condannati, a 6 anni e 4 anni, con rito abbreviato, al tribunale di Lucca, con l’accusa di stupro. Ma entrambi continunano a sostenere di essere innocenti, e che la ragazza fosse consenziente.

Il fatto risale a luglio dello scorso anno.

Uno la violenta, minacciandola con un coltello da cucina, mentre l’amico la filma: i due, Abdelfattah Manar e Rachid Chaoub, entrambi del Marocco, il primo di 25 e il secondo di 27 anni, erano finiti in cella al carcere di San Giorgio, dopo essere stati arrestati dagli agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio con l’accusa di violenza sessuale aggravata, lesioni in concorso e sequestro di persona. La vittima aveva raccontato di essere arrivata in treno a Montecatini Terme e poi in auto a Viareggio con un’amica e di aver conosciuto i due in Passeggiata. Dopo aver trascorso la serata in loro compagnia sulla spiaggia a bere, la ragazza era poi andata nella loro abitazione in via Bottego, al quartiere Terminetto, dove era rimasta sola, dal momento che l’amica, che con la scusa di andare a comprare altro vino, forse impaurita dalla situazione, e col sospetto che potesse degenerare, aveva preferito tornarsene a casa. Chaoub, da quanto ricostruito dagli inquirenti, e come spiegato dalla vice dirigente del Commissiariato di Polizia di Viareggio dottoressa Nicole Fetto, aveva iniziato a farle delle avances, rifiutate dalla ragazza, anche lei marocchina, 32enne, regolare sul territorio italiano e residente a Firenze. Poi lo stesso l’aveva minacciata con un coltello da cucina, picchiata e violentata ripetutamente mentre l’amico, Manar, filmava la scena col cellulare. Le violenze, durate tutta la notte, erano finite all’alba, quando la donna, costretta ancora sotto minaccia a promettere di non fare denuncia, era riuscita a convincere i due a lasciarla andare. Manar l’aveva cosi accompagnata, a piedi, alla stazione ferroviaria, ma arrivati al sottopassaggio, un poliziotto libero dal servizio, che era a passeggio col suo cane, un pastore tedesco di 5 anni, aveva notato la ragazza litigare con lo straniero e chiedere aiuto, e proprio il 4 zampe, Ralph, in stile Rex, aveva bloccato l’extracomunitario. A sirene spiegate erano subito confluite sul posto le Volanti e l’Anticrimine. Portata in Commissariato la vittima, in lacrime e sotto choc, aveva raccontato il suo incubo, e condotto gli agenti all’abitazione teatro dei fatti, in affitto con regolare contratto al fratello di uno dei due aguzzini. Durante la perquisizione la Polizia aveva ritrovato il cellulare con i filmati della violenza, prova concreta di quanto consumatosi in quelle ore da Arancia Meccanica. Il pm di turno della Procura di Lucca, dottor Aldo Ingangi, aveva quindi disposto che i due soggetti, irregolari sul territorio nazionale – a uno dei due era stata respinta la domanda di asilo politico – fossero associati al carcere San Giorgio, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La vittima dello stupro, accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale”Versilia” era stata sottoposta a tampone vaginale. Una serata iniziata normalmente, con un “imbrocco” come tanti, per la vittima si era trasformato in un vero e proprio film del terrore: finita nelle mani di due carnefici. In uno dei video acquisiti dalla Polizia la donna era stata ripresa nuda, con l’orco che, mentre la tiene per i capelli e la stupra, le grida di mostrare il volto alla telecamere.