Sfratti, il dramma continua: sotto al Comune l’incontro con Romeo

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VIAREGGIO – Presidio sotto il Comune, e Unione Inquilini e Brigata Anti Sfratto a colloquio con il Commissario Prefettizio Valerio Massimo Romeo dopo l’ennesimo sfratto di ieri. La famiglia rimasta senza una casa, per “morosità incolpevole”, è composta da padre, madre, e un figlio minore, di soli 10 anni. “La legge, che dovrebbe prevedere il passaggio da casa a casa è stata violata – hanno fatto presente gli attivisti al Commissario-, e con essa, cosa ancor più grave, la dignità e il diritto all’abitare di una famiglia”.  La Brigata Anti Sfratto e Unione Inquilini erano riusciti, con vari picchetti, a rinviare lo sfratto da via Palestrina, fino a ieri quando, ultimo appello, la famiglia, con il padre, un artigiano che ha perso il lavoro, è finita per strada. “Per un paio di giorni – hanno riferito al Commissario – abbiamo trovato una sistemazione temporanea, ma dopo?”. Romeo, che ad oggi, in una Viareggio che dire messa male è un eufemismo, ha ammesso di non avere avuto ancora modo di visionare la questione casa e liste di attesa per gli alloggi Erp. In città le case popolari sgomberate dagli abusivi, ma murate e ancora vuote, e gli alloggi nuovi, costruiti di recente e assegnati ma non ancora consegnati, sono circa una quarantina, ed è intenzione del Commissario Prefettizio fare chiarezza su quanto accaduto. Come dire, chi ha sbagliato pagherà.  “Siamo qui per denunciare che niente è cambiato – queste le parole degli attivisti -, e chiediamo al Commissario di pronunciarsi sull’emergenza abitativa, per porre un freno a questo dramma”. In attesa di decisioni la mobilitazione continua. “La legge va rispettata – il “prefetto di ferro” su questo non transige. Ed è certo che Romeo, uomo di legge, verificherà tutte le graduatorie e i criteri per le assegnazioni. Per la famiglia rimasta all’addiaccio gli uffici del Sociale hanno proposto la loro soluzione: madre e figlio in una casa famiglia, escluso il padre, con una permanenza che però sarebbe solo per 15 giorni. E poi? “Non ho la bacchetta magica – ha risposto Romeo.. Il dottor Valerio Massimo Romeo, a fine presidio, e in privato, ha poi ricevuto la famiglia sfrattata assieme agli assistenti sociali e al comandante dei Vigili Urbani Vasco Comaschi e una delegazione degli attivisti, per cercare di trovare una soluzione, proponendo una casa famiglia a Torre del Lago, per uno/due mesi, nel mentre l’amministrazione comunale cercherà una soluzione definitiva. Il Prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro, ha intanto avuto la lista di una quindicina di sfratti per i quali si potrà solo stoppare, per un paio di settimane, l’intervento della forza pubblica. Gli sfratti “privati”, dove esiste una sentenza di un giudice, non si possono bloccare

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