Sgombero Campo Rom, Spinelli scrive a Romeo: “Occorrono politiche di inclusione e sicurezza sociale”

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VIAREGGIO – Da Bruxelles a Viareggio, sulla vicenda sgombero campo rom di Torre del Lago è Barbara Spinelli, europarlamentare de L’Altra Europa con Tsipras a scrivere al Commissario prefettizio di Viareggio Valerio Massimo Romeo una lunga lettera che pubblichiamo integralmente:
“Gentile Signor Commissario prefettizio,

mi rivolgo nuovamente a Lei dopo averla interpellata in qualità di Vice Prefetto di Pisa in merito alle politiche adottate riguardo al campo rom in località La Bigattiera.
Oggi Le scrivo nella Sua nuova veste di rappresentante dell’amministrazione del Comune di Viareggio, dopo aver appreso ripetute e allarmanti notizie circa il campo rom di Torre del Lago Puccini.

Il 9 gennaio 2015, dopo una campagna politica dai toni pesantemente discriminatori nei confronti dell’insediamento rom, nel campo si è sviluppato un incendio che ha distrutto sei roulotte e un container in cui abitavano famiglie con bambini anche molto piccoli, senza per fortuna provocare vittime o feriti. Il fatto ha creato una drammatica emergenza abitativa, che è andata ad aggiungersi alle già inaccettabili condizioni di degrado, risultato di anni di negligenza e di abbandono del campo e delle persone che vi abitano, più volte denunciata dalle associazioni locali.

A quel che ci è dato sapere, l’amministrazione non è ancora intervenuta per individuare soluzioni abitative da proporre alle persone che hanno perduto il proprio alloggio, né si è provveduto a sgomberare le macerie lasciate dall’incendio, nonostante le ripetute sollecitazioni della comunità e delle associazioni. Un quadro che contrasta non solo con i principi sanciti dalla Carta dei Diritti, ma con le raccomandazioni dell’Unione europea agli Stati membri: la Comunicazione del 5 aprile 2011, COM(2011) 173 definitivo, prescrive infatti politiche inclusive nei confronti delle comunità rom, sinti e caminanti, con particolare riguardo all’inserimento abitativo delle famiglie che vivono in luoghi segregati, l’inserimento lavorativo degli adulti, la scolarizzazione dei minori e il pieno accesso ai diritti fondamentali.

Il 12 febbraio, invece, i volontari dell’associazione Berretti bianchi sono stati chiamati dagli ospiti del campo, spaventati per un’incursione dei Carabinieri. “Sono venuti alle sei questa mattina, hanno controllato prima le persone fuori, poi sono entrati nel campo. Hanno bussato alle porte dei nostri container, i bimbi si sono svegliati, era freddo a quell’ora. Si sono alzati dal letto e guardavano cosa stava accadendo. Hanno chiesto i documenti dei grandi e fotografato anche alcuni ragazzi minorenni, quelli più grandicelli. Hanno detto: É per vedere chi è regolare e chi no. Ma che bisogno c’è di venirlo a fare alle sei di mattina? Siamo dentro un campo comunale, non siamo delinquenti”. Queste le testimonianze raccolte dai volontari dell’associazione.

Dalla stampa locale di sabato 14 marzo, apprendiamo che ora è stata da Lei firmata un’ordinanza di sgombero dei rom abusivi che vivono nel campo di Torre del Lago Puccini, compresi i bambini, regolarmente iscritti e frequentanti la scuola elementare Puccini. Si tratta di soggetti vulnerabili, verso i quali valgono gli obblighi derivanti da norme comunitarie e internazionali, in particolare la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e l’Articolo 24 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Vorremmo ricordarle in proposito che la chiusura dei campi deve seguire precise procedure, richiamate da norme e raccomandazioni internazionali. In particolare, le linee guida delle Nazioni Unite sul diritto ad un alloggio adeguato e sugli sgomberi forzati (Committee on Economic, Social and Cultural Rights, General Comment n°7: The right to adequate housing: forced evictions) chiedono che gli sgomberi vengano effettuati con un adeguato preavviso, con una reale consultazione delle comunità interessate, e con la necessaria predisposizione di soluzioni abitative dignitose per tutti i nuclei familiari coinvolti.

Tali indicazioni restano valide anche in presenza di insediamenti informali o non autorizzati: la mancanza di legittimazione ad occupare un terreno o un alloggio, infatti, non consente in ogni caso di procedere a sgomberi sommari, perché il diritto ad un alloggio adeguato deve avere la priorità su ogni altra considerazione, così come previsto dalla Carta Sociale Europea. In questo senso lo sgombero, qualora non segua le procedure richiamate dalle Nazioni Unite, deve considerarsi illegittimo e illegale, anche se riguarda un campo non autorizzato.

Nel caso di specie ci sembra che l’azione di sgombero, arrecante solo ulteriore dolore e discriminazione, non risolverà il problema, così come non la risolse, nel 2012, quella predisposta dall’allora Commissario Mannino; sono altre le azioni che vanno intraprese, in dialogo con la comunità rom, le associazioni e gli esponenti della società civile.

Le chiedo pertanto, forte della positiva risposta che ci diede a suo tempo sulla vicenda dei rom di Pisa, di ritirare l’ordinanza – nel rispetto della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti (Comunicazione n.173/2011 della Commissione europea) – e di adoperarsi affinché anche a Viareggio si dispongano gli atti necessari al superamento dell’emergenza e si adottino misure e politiche di inclusione e sicurezza sociale nell’ambito di un progetto più ampio e condiviso con le popolazioni interessate”.

 

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