Sgombero in via Rotta, smantellate 6 baracche e allontanate alcune famiglie rom dal fiume Versilia

SERAVEZZA – Nuovo sgombero in via Rotta a Querceta: smantellate sei baracche ed allontanate alcune famiglie rom insediate a ridosso dell’argine del fiume Versilia.

Gli agenti della polizia municipale di Seravezza, coadiuvati dal personale del commissariato di polizia di Forte dei Marmi e dai carabinieri della stazione di Querceta, hanno dato esecuzione questa mattina a un’ordinanza del sindaco Riccardo Tarabella per lo sgombero di un terreno a ridosso dell’argine destro del fiume Versilia nel tratto terminale di via Rotta a Querceta, non lontano da via della Sipe e dal campo da golf, oggetto di occupazione abusiva da parte di alcune famiglie di cittadini rumeni. L’operazione si è svolta senza impedimenti ed ha comportato la preliminare disinfezione dell’area, l’abbattimento di sei baracche costruite abusivamente a ridosso dell’argine e la rimozione dei materiali, dei rifiuti e degli oggetti abbandonati dagli ex occupanti. A conclusione dell’intervento di bonifica, eseguito da personale ERSU, sul terreno sono stati collocati cumuli di terra per impedirne una nuova eventuale occupazione. L’operazione di sgombero è stata coordinata dal comandante della polizia municipale Mauro Goduto con il supporto del vicecomandante Fabio Scollo e di alcuni agenti.

 

Così come i precedenti, anche questo sgombero è dovuto a ragioni di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, in linea anche con le recenti disposizioni a tutela del decoro contenute nel decreto Minniti. Nell’ordinanza del sindaco Tarabella si cita infatti la “situazione di grave incuria e di degrado del territorio interessato, anche in considerazione dell’assoluta mancanza di servizi igienici, con particolare riferimento al fatto che si tratta di area di rilevante interesse ambientale e paesaggistico” e meta dei cittadini per passeggiate nella natura. Anche Snam Rete Gas e Provincia di Lucca avevano invitato il Comune a ristabilire il livello di sicurezza dell’area, asservita dal metanodotto e situata in corrispondenza della cassa di espansione del rio Bonazzera. Nel caso odierno, le autorità comunali avevano rilevato anche alcuni illeciti edilizi poiché i manufatti erano stati realizzati “con modalità e materiali tali da palesare una destinazione abitativa tendenzialmente stabile”. La proprietà aveva presentato nel maggio scorso formale denuncia di occupazione abusiva del terreno alla polizia di Forte dei Marmi.

 

«Non possiamo tollerare situazioni di tale degrado e mancato rispetto delle leggi», commenta l’assessore all’ambiente e alla polizia municipale Dino Vené. «La nostra azione prosegue pertanto in maniera attenta e decisa, continuando a monitorare il territorio. Questo non significa che siamo chiusi al dialogo. Come abbiamo già avuto modo di spiegare ai diretti interessati ed a coloro che ne perorano la causa, l’Amministrazione Comunale è pronta infatti a discutere iniziative per l’integrazione di tutti coloro che intendono stabilirsi sul nostro territorio alla condizione preliminare e irrinunciabile che rispettino le consuetudini del vivere civile e le regole valide per tutta la cittadinanza. Il problema si dovrà in ogni caso affrontare in un’ottica di comprensorio e di collaborazione con gli altri comuni».

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