Si è spento nella notte, all’ospedale Versilia, Romano Cosci

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Si è spento nella notte, all’ospedale Versilia, Romano Cosci, 75 anni, uno degli artisti di Pietrasanta più noti e stimati. Un grande dolore per la città di Pietrasanta e per la comunità artistica. Il suo nome si è legato a tante iniziative che hanno contribuito alla crescita dell’immagine di Pietrasanta come centro d’arte e di dibattito creativo a livello internazionale.

La sua è stata la tipica formazione dell’artista che parte dalle fondamenta del mestiere, respira la polvere di laboratori e fonderie, coltiva un innato talento con una seria ed impegnata pratica, prima al fianco dello scultore Leonida Parma, poi con Ferruccio Vezzoni, di cui è stato molto amico. La successiva conoscenza di Pietro Annigoni ha giocato un ruolo essenziale nella sua formazione. Sino al 1986 ha insegnato discipline pittoriche nei licei artistici di Carrara e Grosseto. Fin dalle prime esposizioni ottenne consensi di pubblico e di critica. Ha realizzato numerose commissioni pubbliche che vale la pena elencare, almeno in parte, per comprenderne il prestigio: gli affreschi per la Cattedrale di Martina Franca (1994); “Ritratto del Beato Josemaría Escrivá”, fondatore dell’Opus Dei, Chiesa di Sant’Eugenio, Roma; affreschi, bassorilievi in marmo e “Via Crucis” in bronzo, Chiesa della Parrocchia del Beato Josemaría Escrivá, Tre Fontane, Roma (1999); gruppo bronzeo, Fratelli delle Scuole Cristiane, Roma (1999); “Beato Bartolo Longo”, bronzo, cortile dell’omonimo Istituto, Pompei (2000); “Santa Maria Josepha” (h 5 m., marmo di Carrara), nicchia laterale, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano (2002); altorilievo dell’altare, bronzo, ambone, e affresco, Cappella dell’Istituto dei Servi della Sofferenza, San Giovanni Rotondo (2002); “Josemaría Escrivá”, nicchia laterale, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano (2005).

Vinse premi ed ottenne riconoscimenti; sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e privare, in Italia e all’estero. Il suo legame con la Versilia e con Pietrasanta, la città in cui ha vissuto e in cui aveva il suo studio, è rimasto sempre fortissimo. Romano non ha mai mancato di omaggiare le nostre comunità con sue opere o con la partecipazione a mostre e iniziative d’arte e di cultura.

“Ricordo la sua vicinanza al Circolo Fratelli Rosselli – scrive in una nota il sindaco Domenico Lombardi – per il quale realizzò il trofeo per il “Premio Pietrasanta e la Versilia nel Mondo”. Riconoscimento di cui lui stesso fui insignito nel 2005. Molti lavori dell’artista sono presenti in spazi pubblici: “La Cena a Emmaus” e “L’Ultima Cena”, affreschi, e “Portale d’Ingresso”, bronzo, Chiesa di S. Antonio Abate, Ripa di Seravezza (1990-95); “L’Ultima Cena”, affresco, Chiesa del Corpus Domini, Massa (1996); “Via Crucis”, quindici formelle in bronzo, Chiesa del SS. Sacramento, Pietrasanta; “Sacerdoti Martiri in Versilia”, porta bronzea (2001); “Campana della Pace”, bronzo, Associazione Nuova Sant’Anna, Stazzema (2004). A Pietrasanta la sua grandezza artistica è testimoniata dagli affreschi nell’atrio del palazzo municipale, realizzati nel 2005, che illustrano il tipico paesaggio versiliese e la risorsa, straordinaria, delle lavorazioni artistiche del territorio. Non soltanto. Nel 2004 realizzò il manifesto del Carnevale Pietrasantino e nel 2006 l’opera bronzea “Il cavalletto omaggio agli artigiani” che fu collocata ad ingresso della città, in piazza Giordano Bruno. Impossibile citare tutte le mostre, cui Romano ha partecipato o tenuto. Aveva buon cuore, generosità e modestia tipiche dei veri artisti. In questo momento sono vicino ai figli Claudia e Michele, a tutti i familiari cui voglio adesso far sapere che non sono i soli a piangerne la scomparsa; con loro piange l’intera comunità cittadina e artistica di Pietrasanta. Ciao Romano, artista e uomo di valore vero. Sapienza e oro delle mani”.

“Caro Romano, ti scrivo queste poche righe per cercare di “raccontare” a tutti che persona sei – scrive Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta -, ho avuto la fortuna di conoscerti ed apprezzarti, sia come uomo che come artista e da te ho imparato a comprendere il valore dell’arte e la valenza dell’artigianato. Hai dato molto a Pietrasanta, valorizzandola sempre con il tuo lavoro. Hai sempre voluto raccontare te stesso non tanto come artista ma come Artigiano, il tuo rapporto con il territorio si è manifestato in modo plateale con la realizzazione degli Affreschi nell’atrio del Palazzo Comunale e con l’installazione in bronzo del monumento all’Artigiano che raffigura il trespolo e gli attrezzi da lavoro dello scalpellino, opere che rimarranno li a perenne ricordo della tua grande capacità di artista e di interprete del mondo in cui hai vissuto. Per me, che in quel momento guidavo la Città, sono stati dei momenti indimenticabili, passare sotto le impalcature tutte le mattine e vederti li a lavorare come faceva Michelangelo nella Cappella Sistina mi riempiva di orgoglio e di grande soddisfazione. Oltre alle battute spiritose che ci scambiavamo più volte al giorno. Ma che cosa hai raffigurato in quegli affreschi? Le due cose che ti stavano più a cuore: il tuo laboratorio di scultura, con te che lavori e la spiaggia con un D’Annunzio nudo che cavalcava libero. Come possiamo poi dimenticare le due meravigliose opere monumentali in marmo bianco che hai installato nelle nicchie di S. Pietro a Roma. Furono dei momenti bellissimi ed io debbo ringraziarti per l’opportunità che mi hai dato di poterti accompagnare. Oltre a questo le centinaia di quadri e sculture da te realizzati, presenti in collezioni importanti”. Un’altra cosa che mi ha sempre affascinato di te, amico caro, era la tua voglia di dire sempre ciò pensavi senza veli e troppe preoccupazioni, non tutti se lo possono permettere, ma tu si. Insomma Romano, posso solo immaginare quanto mancherai ai tuoi due Figli, Michele e Claudia, ed ai tuoi nipoti, miei carissimi amici, Enrico ed Andrea, ma credimi, mancherai anche a tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di averti conosciuto”.

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