Si incatena in Comune, “Cecchino” Tureddi torna a protestare

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VIAREGGIO – Si è incatenato di nuovo. E questa volta non fuori, ma dentro l’atrio del Comune. Francesco Tureddi torna all’attacco, e questa mattina, minacciando di tagliarsi le vene se non gli viene data una casa, ha inscenato una nuova protesta. Lo aveva già fatto precedentemente senza che i suoi appelli venissero mai accolti, ma ora, da quando è stato assolto nel processo sulla scomparsa delle donne scomparse, il teste chiave della Procura, colui che ha accusato Massimo Remorini, condannato dalla Corte d’Assise a luglio scorso a 38 anni, chiede finalmente che i servizi sociali gli diano un tetto sulla testa. Da tempo senza lavoro, prima lavorava ai bagni pubblici al Piazzone, e viveva in una pensione da mesi vive per strada, dormendo alla stazione, o dove capita. Alto, biondo, occhi azzurri e solo, quando era giovane è stato una promessa del calcio, centravanti nelle giovanili del Viareggio nel ’70 e in prima squadra nella Rondinella nel ’72. Poi si è fatto male, e la sua carriera sportiva è finita li.

( si ringrazia per la foto Aldo Umicini )

1 comment

  1. cinzia 11 febbraio, 2015 at 16:51 Rispondi

    salve a tutti, i soldi che danno agli extra comunitari sono soldi della comunita’ europea, anche nostri ma anche di altri cittadini europei,, basta con sta’ zolfa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!una persona che non ha contribuito nella vita sociale e non ha problemi di salute per me italiano o straniero nulla gli si deve perchè se no noi siamo tutti coglioni??? scusatemi il francesismo!!!!!!!!!!!!!!!

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