Sicurezza a Viareggio, scende in campo anche Poletti: “Serve una politica che dia risposte”

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VIAREGGIO – Il problema sicurezza a Viareggio è ormai divenuto un elemento centrale. E dopo Massimiliano Baldini ( LEGGI ANCHE: Aggressioni e escalation di violenza, Baldini: “Ho parlato col Prefetto” ) scende in campo anche il capogruppo del Pd Luca Poletti:
“Siamo in presenza ad alcuni fenomeni straordinari che hanno portato parti importanti del nostro territorio (pinete, piazze, aree commerciali e turistiche) ad essere occupate e per certi versi alla mercé di chi intende delinquere e spacciare. Siamo in presenza ad una costante aggressione al patrimonio privato e pubblico con ripetuti furti compresi scippi che hanno visto coinvolta anche la vice sindaco. Siamo altresì in presenza a gravi fenomeni di violenza culminati con l’omicidio di Emanuele Iacconi e, vorrei dire quanto grave sia che chi è coinvolto direttamente in questo fatto si permette di partecipare a spedizioni punitive.
Credo che sia giunto il momento da parte di chi crede nella legalità e nella giustizia di muoversi. E di non farlo chiedendo allo stato il consenso per poter difendersi da soli ma ritrovando quello spirito che fece scendere in piazza migliaia di cittadini proprio all’indomani dell’aggressione a Emanuele.
Allora che fare. Inevitabilmente ci dobbiamo muovere su più fronti. Ne propongo alcuni:
1. Il Parlamento deve inasprire le pene a chi commette reati quali furti, scippi, rapine ecc. e garantire la certezza della pena. Non possiamo accettare che persone arrestate anche in flagranza di reato, il giorno dopo tornino in libertà. Su questo i parlamentari, comprese le Senatrici, devono fare qualcosa di più.
2. Servono più mezzi alle forze dell’ordine sia in termini di uomini che di strutture. Il territorio va maggiormente presidiato anche con l’ausilio di telecamere.
3. Vanno immediatamente demoliti tutti gli accampamenti abusivi i bivacchi e tutto quanto ruota intorno alle pinete e a zone periferiche perché sono luogo di stazionamento di chi delinque ed esercita lo spaccio.
4. Non dobbiamo lasciare da sole le attività commerciali e in particolare quelle di vicinato che sono un presidio per la vitalità dei quartieri, promuovendo iniziative di sostegno anche economico: la morte delle attività è un contributo al degrado di una zona.
5. Deve essere sfruttato quel patrimonio di energie, intelligenze e forza civica, rappresentato dall’associazionismo e dal volontariato di qualsiasi natura. Le strutture pubbliche, gli impianti sportivi, i luoghi pubblici con funzioni ricreative, devono vedere un protagonismo attivo delle associazioni. Gli affidamenti a queste realtà non possono però essere visti solo sotto il profilo economico ma deve essere riconosciuta loro la funzione sociale. Per questo ci si deve attivare per aiutare i soggetti interessati alla gestione, cercando sostegno anche oltre la sfera comunale.
6. Piazza Dante, emblema in questi giorni e luogo anche simbolo con la presenza della Stazione Ferroviaria, deve divenire l’esempio di una pubblica amministrazione che vuole riconquistare e dare nuove funzioni ad aree oggi degradate. Chiedo con forza che si dia seguito a due progetti: quello di trasferirvi il così detto capolinea e la farmacia comunale. Questo renderebbe la zona maggiormente frequentata, più presidiata e dunque più interessante anche ai fini commerciali per una generale rinascita dell’area.
7. Favorire, senza ulteriore indugio, attività di tipo ludico, ricettivo e turistico nelle zone della pineta e del parco. Incentivando questo tipo di attività, ovviamente nel rispetto dell’ambiente e della natura dei luoghi, si può ipotizzare un maggior controllo e un conseguente allontanamento delle persone che vogliono delinquere.

Insomma, prevediamo a più livelli azioni serie, concrete e coordinate perché la sicurezza, la legalità e la riconquista degli spazi della nostra città, stanno alla base di quel percorso virtuoso di cui Viareggio ha estremo bisogno”.

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