“Sicurezza e portualità, a che punto siamo? Chi vigila sul porto?”

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VIAREGGIO – “Leggendo la stampa e gli umori di Viareggio di questi giorni cogliamo lo sconforto e lo sgomento, al quale ci associamo, per quanto accaduto ai due pescatori attualmente dispersi a seguito dell’affondamento di un peschereccio”. La nota stampa che riportiamo integralmente è a firma della Fiom: ” Quanto fatto a nostro avviso testimonia quanto ci sia da fare in merito alle verifiche delle vigenti norme di sicurezza soprattutto da parte degli organi preposti. Ciò vale non in ultimo per quanto avviene nellaquotidianità sulle imbarcazioni ferme in porto o presso i cantieri navali per operazioni dette di refitting (rimessaggio, manutenzione, riparazione, collaudo natanti), ci viene infatti rappresentato che spesso risultino imbarcati dei lavoratori per dette operazioni, al posto dei veri equipaggi. Questo, qualora fosse riscontrato, non solo crea un serio problema dal punto di vista delle norme di sicurezza più elementari, ma anche dal punto di vista contrattuale per tutte le violazioni, contrattuali e contributive che ne dovessero derivare qualora il rapporto fosse irregolare. Nello specifico, le barche, se pur battenti bandiera straniera, non possono essere considerate come zona frana dall’applicazione delle norme di legge o dei contratti di lavoro, per questo, prima che accadano altre tragedie, vorremmo che fosse alzata l’attenzione sul problema, che a nostro avviso è ampio e ad oggi scarsamente controllato”.

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