Spacciatori col passamontagna, duro colpo al mercato della droga a Lido di Camaiore: 7 in manette

0

LIDO DI CAMAIORE – Nel corso dell’ultime settimana i militari della Stazione Carabinieri di Lido di Camaiore, supportati da due  unità del Nucleo Cinofili di Pisa, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Lucca Antonia Aracri, su richiesta della Procura della Repubblica, retta dal dottor Pietro Suchan, nei confronti di 7 soggetti.

Il Gip, valutando positivamente quanto prospettato dal Sostituto Procurato della Repubblica Elena Leone, ha accolto le richieste disponendo la Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di Abdellah Benqaida, Abdellatif Charit, Hassane Moutala, tutti del Marocco e con precedenti, poiché ritenuti responsabili di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. inoltre nei confronti di altri quattro cittadini marocchini, in Italia senza fissa dimora, nullafacenti e pregiudicati, è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora.
L’attività in questione rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’operazione denominata “Super Store” condotta sempre dai Carabinieri di Lido di Camaiore durante gli ultimi mesi del 2014 al fine di debellare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti che interessava l’area immediatamente prospiciente il Supermercato Esselunga. Tale operazione portò nel marzo del 2015 ad eseguire 7 misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari consentendo di eliminare un’importate e redditizia piazza di spaccio frequentata da decine di acquirenti ad ogni ora del giorno e della notte.
Nel corso dei mesi successivi i Carabinieri della locale Stazione continuarono a monitorare attentamente l’area e, grazie anche alle segnalazioni pervenute dai residenti, i militari avevano modo di constatare che nel 2016 una nuova area di spaccio era stata installata all’interno di una boscaglia presente tra la via Ariosto, via Kennedy, via Alfieri e via Trieste.
Dal mese di settembre 2016 i militari avviavano quindi una nuova attività di indagine che in breve tempo consentiva di appurare che un gruppo di cittadini marocchini aveva iniziato ad utilizzare la boscaglia come efficace riparo. Inoltre gli stessi avevano provveduto a rispristinare la recinzione metallica esistente su un lato della boscaglia e proprio in tale punto veniva praticato un foro creando una sorta di “sportello” tramite il quale gli spacciatori potevano in tutta sicurezza ricevere i clienti che consegnavano il denaro ricevendo le dosi richieste.
A differenza del passato però gli spacciatori erano divenuti più prudenti allestendo un efficace controllo dell’intera area tramite sentinelle che si muovevano a piedi ed in bicicletta lungo le vie circostanti avvisando i complici in caso di avvicinamenti delle Forze dell’ordine.
In alcuni casi veniva a anche accertato che gli spacciatori indossavano dei passamontagna per non essere riconosciuti dagli acquirenti.
I militari però riuscivano ad eludere tale sistema di sicurezza utilizzando varie postazioni da cui potevano monitorare l’attività di spaccio che veniva immortalata con riprese video e foto.
Nel corso dell’indagine, in pochi mesi, i Carabinieri hanno documentato la cessione di circa 1.500 dosi di cocaina che vanivano vendute tra i 20 ed i 40 euro, per un valore di circa 40.000 euro. Inoltre a seguito dei numerosi interventi eseguiti sono stati sequestrati 30 grammi del medesimo stupefacente e si è proceduto ad identificare decine di clienti che si rifornivano anche più volte al giorno.
Solo in misura minore il sodalizio criminale si occupava della vendita di hashish ed in particolare i Carabinieri accertavano che tale stupefacente era trattato quasi esclusivamente da Chariti, conosciuto in zona come Sandrino. Lo straniero, infatti, preferiva gestire una rete di spaccio autonoma posizionandosi solitamente in località Secco. All’interno della lunga lista di clienti erano numerosi i minorenni che si rifornivano di dosi di hashish che il cittadino marocchino vendeva al prezzo di 5 euro.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Lucca ove rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

No comments

*