Sparatoria al Varignano, tutti condannati gli imputati

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VIAREGGIO ( di Letizia Tassinari ) – Otto anni e quattro mesi per Vincenzo Saetta e Alessandro Discetti, 5 anni e 4 mesi per Angelo Pizzi e 5 anni per Marco Saetta. Questo quanto disposto dalla sentenza di stamani mattina nell’aula 2 del Tribunale di Lucca, “blindata” dalla scorta di agenti della Polizia Penitenziaria che hanno portato Vincenzo Saetta in aula dal carcere di Prato dove è attualmente detenuto.

unnamed All’udienza di discussione, in rito abbreviato lo scorso 16 ottobre, presidente del Collegio Annarumma, il Pm Aldo Ingangi aveva chiesto 10 anni di condanna per Vincenzo Saetta e il cognato Alessandro Discetti, 8 per Angelo Pizzi e 6 per Marco Saetta.  Il 12 dicembre, nel corso delle arringhe difensive, i legali degli imputati avevano chiesto l’assoluzione e il dissequestro dei beni. I giudici hanno accolto quasi totalmente le richieste del Pm, ritenendo quindi gli imputati colpevoli dei reati ascritti.

La vicenda, nota alle cronache, per la quale sono finiti alla sbarra Vincenzo Saetta, il fratello Marco,  il cognato Alessandro Discetti e Angelo Pizzi, difesi dagli avvocati Massimo Landi, Eriberto Rosso, Giogio Nicoletti e Mmanuele Ciappi, riguarda la sparatoria avvenuta il 25 settembre del 2011 in via Paladini al Varignano.  I quattro finirono in manette, per mano della Squadra Mobile diretta da Virgilio Russo, all’alba del 28 febbraio dello scorso anno accusati di aver gambizzato Stefan Petrovici, 35enne residente a Viareggio e del connesso reato di porto in luogo pubblico di arma comune da sparo. Alessandro Discetti e Vincenzo Saetta furono accusati anche di rapina, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere, per una aggressione in danno del medesimo cittadino rumeno, avvenuta il giorno precedente e per analogo movente. “Nello specifico – aveva spiegato Virgilio Russo –  ad esplodere i sei colpi con una pistola calibro 7,65 contro l’ autovettura lato guida condotta dal Petrovici , dei quali tre colpirono alle gambe la vittima, che fu sottoposta ad intervento chirurgico d’ urgenza presso l’ Ospedale Unico della Versilia di Lido di Camaiore,  fu materialmente Alessandro Discetti, considerato il “picchiatore” del gruppo criminale, a bordo di un motoveicolo guidato da Angelo Pizzi,  su mandato di  Vincenzo  Saetta e con l’ appoggio logistico del fratello Marco”. “Il delitto – aveva aggiunto il dirigente della squadra mobile di Lucca –  era stato pianificato ed eseguito dal vertice del clan Saetta per punire la vittima del mancato pagamento di un’ autovettura Mercedes ML bianca, presa in leasing da uno zio dei Saetta presso una società di Firenze, consegnata al Petrovici dietro corrispettivo di 17.000 euro. Cifra, questa, non pagata, scatenando l’ ira dei Saetta che avevano dapprima malmenato il rumeno in piazza Carlovy Vary a Viareggio, per poi deciderne l’ indomani una punizione più incisiva atteso che il medesimo, dopo essere stato percosso e rapinato di una catenina d’ oro dal duo Saetta-Discetti, aveva “osato” recarsi sotto casa del boss con alcuni suoi connazionali, danneggiandogli un’ autovettura e minacciandolo platealmente”.

“Attenediamo i motivi – hanno fatto sapere i legali -, poi presentereno appello”.

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