Spiagge libere, il Circolo Caprili: “Il diritto di fruire del mare qualifica il turismo”

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LIDO DI CAMAIORE – “Esprimiamo il nostro sostegno al progetto di ampliamento delle spiagge libere di Lido di Camaiore, voluto dall’amministrazione comunale e osteggiato dalla destra”
La nota stampa che pubblichiamo intergralmente è del Circolo Caprili del Partito della Rifondazione Comunista:
“Pensiamo che il diritto di fruire liberamente del bellissimo mare della Versilia e della sua spiaggia, sia uno dei punti qualificanti del nostro turismo.
Che si tratti di famiglie o di giovani, sono sempre più quelli che scelgono di passare una giornata in completo relax sulle spiagge non attrezzate, ma che spesso si scontrano con i disagi legati alla scarsa manutenzione del nostro patrimonio naturale. Per questo ci sentiamo di rivolgere un enorme grazie a quelle associazioni come la Legambiente che, sostituendosi all’inerzia delle istituzioni, hanno spesso pulito a proprie spese il parco della Lecciona.
Così come ringraziamo chi, a livello politico, si é sempre battuto per un modello di turismo a misura di tutti, incontrando spesso forti resistenze di casta di chi é capace di guardare solo al guadagno nel breve periodo senza valutare gli effetti a lungo termine di un modello di turismo incapace di aprirsi ai giovani e ad una dimensione internazionale.

Non sappiamo se il modello di turismo che proponiamo noi é per “cafoni anni ’50”.

Di sicuro capiamo che le destre hanno un idea della Versilia che non esiste più, rimasta ferma agli anni ’60 del turismo VIP per ricconi, i quali nel frattempo sono andati a posare le proprie dorate natiche altrove.
Un idea fuori dalla storia che non fa i conti con quelle che sono le esigenze delle famiglie, che oggi si trovano spesso costrette a trascorrere le ferie con i pochi spiccioli della cassa integrazione.

Pensiamo che prima di tutto la versilia sia patrimonio dei versiliesi, che troppo a lungo l’hanno vista ridursi a vetrina per benestanti.
Né diamo credito alla leggenda metropolitana che vorrebbe farci credere che si crea lavoro mercificando i beni comuni quali sono le spiagge.
Già, perché le spiagge sono un bene comune, la cui concessione riguarda unicamente la gestione dei servizi. Ovviamente é meglio che tale gestione sia affidata a imprenditori locali piuttosto che a multinazionali. Ribadiamo inoltre il fatto che i lavoratori stagionali degli stabilimenti balneari hanno gli stessi diritti di tutti gli altri, compreso quello ad un regolare contratto.
Finalmente dunque un amministrazione comunale adotta un provvedimento che va nel verso giusto”.

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