Strage di Viareggio, la Procura attacca Moretti: parla il super teste

VIAREGGIO – E’ ripreso oggi, dopo la pausa estiva, il processo al Polo Fieristico di Lucca relativo alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, e a salire sul banco dei testimoni dell’accusa, con un attacco al più importante dei 33 imputati, Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di FS, è stato Riccardo Landozzi, laureato in scienze della prevenzione, dipendente dell’Asl di Siena, superesperto di sicurezza sul lavoro che ha riferito in aula che “Rfi, Trenitalia e le altre società partecipate facevano riferimento sul fronte della sicurezza sul lavoro proprio alla holding Ferrovie dello Stato”: “Un documento del 17 maggio 2007 delle Fs a firma di Mauro Moretti — ha spiegato il testimone – impone alle società controllate di presentare annualmente un piano di investimenti con i relativi progetti. Tali progetti vengono poi classificati in rilevanti e ordinari. Quelli rilevanti sono valutati da uno specifico comitato”. Un comitato, come ha spiegato Landozzi, che sarebbe però stato controllato dallo stesso Ad di FS., al quale era dato il potere di dare o no l’ok per finanziamenti nel caso i budget fossero sforati. Una sorta di “piramide”, quindi, per l’accusa, con società consociate, unità territoriali, la cui responsabilità era in capo al vertice. Sempre per il super teste, le varie società partecipate, per diminuire i rischi di incidente poco o nulla avrebbero mai fatto. Negli stessi documenti sulla valutazione del rischio i riferimenti sarebbero stati generici, e niente di specifico in tema di rischio di trasporto di Gpl in centri abitati.

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