Strage di Viareggio, tutta colpa del picchetto

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VIAREGGIO – Tutta colpa del picchetto. Lo squarcio nella cisterna da cui si sprigionò  il gpl che esplose e provocò l’inferno, distruggendo case e vite,  fu provocato dall’impatto con un picchetto segnacurve, vicino ai binari. Questa la tesi del consulente della Procura di Lucca, professor Paolo Toni, riferita in aula oggi durante l’udienza del processo sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009,  Una tesi, quella del luminare, docente di ingegneria meccanica all’Ateneo fiorentino, che durante la sua deposizione ha anche ribadito che la causa principale del deragliamento del treno merci in Stazione fu la rottura di un asse: “un craterino profondo mezzo millimetro e largo tre, l’ha descritta cosi il perito la “lesione” sull’asse della ruota anterionre de carro della prima cisterna. Lesione, che come sia nata, non è dato saperlo ma, invece, è cosa certa il fatto che abbia indebolito l’asse della “sala” e che non sia stata individuata durante i controlli ad Amburgo alla Jungenthal Waggon. Controlli, che se fossero stati effettuati con gli ultrasuoni, avrebbero evidenziato la “falla”. Un controllo troppo superficiale?

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