Strage, picchetto e assile ancora protagonisti in aula

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – La strage di Viareggio torna in aula. E, ancora una volta,  protagonisti dell’udienza di oggi sono stati il picchetto e  l’assile del primo carro del convoglio deragliato in stazione, da cui è fuoriuscito il gpl che ha distrutto via Ponchielli e seminato morte. Sul banco dei testimoni, anche questa volta, il professor Paolo Toni, consulente tecnico  nominato della Procura di Lucca, secondo il quale sull’assile, come riferito, erano presenti evidenti tracce di vernice a coprire ruggine: “E’ stata registrata la presenza di vernice vinilica – ha spiegato il professore – quando invece per quel tipo è necessaria quella ipossidica. Bisognerebbe sapere chi l’ha data visto che si tratta di un un intervento che può essere fatto solo a sala smontata”. Un assile, quello “incriminato”, costruito nel lontano 1974 nella Germania dell’Est e ancora “in servizio” dopo oltre 30 anni, con manutenzioni non da manuale ed eseguito da personale non specializzato. E il picchetto? Ha provocato la foratura della cisterna?  Per il consulente della Procura nessun dubbio, per la difesa, invece, la “colpa” rimane della piegata a zampa di lepre o della controrotaia.

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