Strage: udienza fiume tra “mi oppongo” e minacce di querela

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – La strage di Viareggio torna in aula. Un’udienza fiume quella di oggi, iniziata questa mattina alle 10 e protattasi fino a metà pomeriggio. Con l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’ax ad di Fs Mauro Moretti, a controinterrogare  l’ingegner Paolo Toni,  consulente dell’accusa. Un contro esame del teste, durato ore e che, non terminato, proseguirà mercoledi della prossima settimana. Tema dell’contro interrogatorio “cosa ha causato lo squarcio alla cisterna”, il cui gas gpl fuoriuscito ha provocato morte e distruzione: picchetto, come sostenuto da Toni, o zampa di lepre? Nessun “cedimento” per il teste della accusa, nonostante le domande dell’avvocato di Moretti. Un’udienza lunga e difficile per lo stesso presidente del collegio giudicante, dottor Gerardo Boragine, impegnato a far da “freno” ai diverbi scoppiati tra l’avvocato D’Apote e i due pm, con tanto di minaccia di querela nei confronti del pubblico ministero Salvatore Giannino che, a suo giudizio, lo avrebbe “accusato” in aula di dire cose false. Polemiche che,  solo grazie all’ironia partenopea del giudice Boragine  – “Avvocato non faccia commenti… ricorda a tutti le regole processuali, ogni tanto le applichi anche a se stesso” – sono stata sedate. Fino all’ultima parte dell’udienza, quando l’argomento trattato è stato le tracce di fuoco sulla rotaia, dove “mi oppongo” dei pm a una serie “infinita” di domande di D’Apote sono stati tanti. Un “confronto”, quello tra D’Apote e Toni, dove il primo, per spiegarsi, ha pure abbozzato disegni sul pc, che finiranno nel fascicolo, con buona pace del giudice Boragine che avrebbe preferito non ne rimasse traccia, terminato, al momento. senza risultati per la difesa.
Daniela Rombi, la mamma di Emanuela Menichetti, una delle 32 vittime di quella notte maledetta, quando a Viareggio scoppiò l’inferno, oggi in Tribunale a Lucca ha ribadito che il reato di incendio colposo non deve cadere in prescrizione. “Si parla di 32 persone bruciate vive in questa tragedia – dice – quindi non e’ possibile che ci sia il rischio che vada in prescrizione”. Daniela Rombi, mamma coraggio, ha mostrato poi una foto in cui e’ riportata la figlia e gli altri ustionati gravi in via Ponchielli per rendere ancora una volta chiara l’entita’ di questa tragedia, unica nel suo genere in Italia. Nel giorno poi in cui il presidente Giorgio Napolitano ha lasciato il proprio incarico i familiari delle vittime della strage di Viareggio hanno ancora una volta ribadito che non li ha mai ricevuti nonostante le ripetute richieste. Qualcuno a Viareggio, fanno sapere i familiari, si sarebbe aspettato che arrivasse dal Quirinale un invito almeno per il piccolo Leonardo Piagentini, che ha perso la mamma Stefania Maccioni, 40 anni e due fratellini Lorenzo e Luca di 2 e 5 anni (con il papa’ Marco gravemente ustionato). Il presidente Napolitano, come si ricorderà, andò a far visita al bambino all’ospedale Unico “Versilia”, ricevendo dallo stesso un disegno di quanto accaduto il 29 giugno.

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