Stuprata e torturata sullo yacht, la Corte d’Appello conferma la sentenza

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Condanna a cinque confermata dalla Corte d’Appello di Firenze per il violentatore  La ragazza, era il 2009, fu stuprata fino all’alba, e sottoposta a terribili torture: fu una notte da incubo quella vissuta nell’agosto di cinque anni fa da una ragazza all’epoca dei fatti poco più che ventenne, di nazionalità inglese. Violentata ripetutamente per ore, sotto minaccia, a bordo di un mega yackt ormeggiato a una banchina del porto di Viareggio. Lui, l’orco, dopo aver abusato della giovane costringendola a rapporti sessuali particolari, averle urinato addosso e fatto mangiare persino le sue feci, si era poi dileguato. Lasciando la sua vittima ferita e impaurita. A condurre le indagini, dopo la denuncia fatta dai Carabinieri di Viareggio, fu la sostituto procuratore Sara Polino e davani al giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri, si era svolto, a porte chiuse, l’incidente probatorio. La vittima, in primo grado, aveva ripercorso tutti i momenti di quella terribile notte, confermando quanto messo a verbale la mattina successiva allo stupro nella caserma dei militari dell’Arma, dove si era recata dopo essere stata medicata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” e sottoposta a visita ginecologica”. Non fu facile raccontare quella terribile violenza subita:  era ancora sotto choc e nonostante il supporto di un maresciallo donna, che collaborava con il Centro Anti Violenza della Casa delle Donne, scoppiò più volte in lacrime”. Imbarcata su un panfilo battente bandiera inglese la ragazza, quella sera, aveva conosciuto un connazionale di circa 40 anni. Un incontro casuale, in un pub della Darsena, due chiacchiere e poi un invito a bere qualcosa insieme sullo yacht del quale, pur non essendo l’armatore, o il comandante, l’uomo aveva la disponibilità. Perchè no?, deve aver pensato la giovane e fidandosi aveva accettato di seguirlo, ignara di quello che le sarebbe accaduto. Poi, appena saliti a bordo, era iniziato l’inferno. Lo stupratore, dopo la notte di violenze, era fuggito all’estero, ed era ricercato con tanto di mandato di cattura internazionale.

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