Tallio: a Pietrasanta inizia l’azione comune per il risanamento

0

PIETRASANTA – Partecipazione, attenzione e compostezza; è quanto hanno garantito i cittadini di Pietrasanta e della frazione di Valdicastello che hanno partecipato all’incontro, fissato per oggi con il presidente Enrico Rossi, che intendeva fare il punto sulla situazione di controllo ed eliminazione del tallio che aveva reso non potabile l’acqua della zona dopo essere filtrato nella falda dalla miniera di pirite in disuso a Valdicastello.

“Abbiamo lavorato di concerto con i due comitati spontanei che sono nati sull’onda della vicenda – ha affermato il presidente Rossi – coinvolgendo l’Asl, L’Ars, l’Arpat e il Cnr a livello regionale, ma anche l’Istituto superiore di sanità. E ora abbiamo l’obiettivo di agire su tre piani: l’analisi sanitario-epidemiologica sulla popolazione a cura dell’azienda sanitaria e dell’agenzia sanitaria regionale, che passerà attraverso l’analisi nel tempo di urine e capelli e controlli clinici diretti; l’analisi ambientale a cura dell’Arpat in collaborazione con l’istituto delle scienze della terra dell’Università di Pisa per individuare il percorso di bonifica ambientale; l’intervento sull’acquedotto a cura di Gaia di concerto con Asl e Arpat. A questo proposito anticipo che la Regione si è mossa anche a livello governativo per giungere alla sospensione dei pagamenti per il mancato servizio”.

Le notizie esposte negli interventi dai tecnici di fronte alla popolazione raccontano di una possibile e definitiva revoca della non potabilità dell’acqua per quanto riguarda tutto l’abitato di Pietrasanta; per Valdicastello l’azione richiede ancora del tempo. Purtroppo si è di fronte ad un fenomeno con scarsissime analogie nel mondo; si conoscono solo tre casi analoghi di presenza di tallio nelle acque potabili in Cina, negli USA e in Germania. Scarse esperienze significano parametri di valutazioni incerti, e si richiederà per questo, a detta dei tecnici, la necessità di costruire un sistema di controllo e riferimento nel tempo di fatto nuovo, e che farà da esempio per casi analoghi in futuro.

“L’andamento di questo incontro induce a trarre da subito la lezione per individuare parametri di maggior carattere preventivo nelle analisi attraverso un atto regionale ufficiale – ha affermato Rossi concludendo l’incontro -. Nel frattempo abbiamo il dovere di pervenire ad una verificata riscostruzione dell’accaduto qui a Pietrasanta che diventi lezione per tutti, servizi di controllo e cittadini. E da qui le decisioni dovranno essere concordate tra comitati e tecnici, non abbiamo nulla da nascondere e l’unanimità è fondamentale. E’ il solo modo per garantirà la credibilità della istituzioni che sono un patrimonio comune da preservare. Il vero contributo che la Regione ha fornito è di avere messo insieme tutti i soggetti interessati senza distinzioni ruolo”.

“Ora dobbiamo tenere il passo della tabella di marcia individuata che dovrà essere codificata in un accordo di programma vincolante per ognuna delle sue parti di intervento. E poi dovremo dare grande attenzione allo studio epidemiologico-sanitario: entro il termine di un anno saranno i termini di questa ricerca a definire il piano di recupero ambientale che porterà la bonifica dell’acquedotto e della falda, isolando la fonte di provenienza del metallo pesante”. Un impegno finanziario su cui la Regione secondo Rossi intende investire per quanto sarà necessario: “Come anche in previsione della stagione estiva e dall’arrivo della popolazione turistica occorre pensare a forme di approvvigionamento aggiuntivo. Prometto che non farò mancare la mia presenza qui a garanzia dello sviluppo di quanto abbiamo avviato insieme”.

No comments

*