Tandem chiuso, Santini: “Un pericoloso precedente”

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VIAREGGIO – Il Balena Dumila sta dalla parte di chi lavora onestamente, tanto e bene, rispettando le regole e le leggi, facendo lavorare la gente e facendo stare bene i clienti.

Il riferimento di patron Alessandro Santini è per la vicenda del Tandem, chiuso ieri per aver troppi clienti: “Il bar di Lido è stato chiuso ingiustamente, la dove chi deve vigilare abdica al proprio ruolo e pretende che sia il cittadino privato a far rispettare leggi e regole anche sulla strada – afferma Santini – Un imprenditore, un commerciante, il titolare di un bar, di un locale, deve essere responsabile solo di ciò che accade all’interno della propria struttura e se sgarra deve pagare. Ma non può essere punito per ciò che un cliente o un avventore fa o combina lungo la pubblica via. Per strada ci sono le forze dell’ordine che devono vigilare, tutelare e agire. Se per di più il privato ha anche adempiuto a tutto ciò che è stato richiesto, come la presenza di vigilantes privati, ma di che cosa lo dobbiamo e vogliamo incolpare?”.

“La chiusura del Tandem e’ una vergogna ed un pericoloso precedente – aggiunge il titolare del Balena, davanti al quale, proprio stanotte, sono andati a fuoco una serie di motorini –  chi lavora tanto e bene e onestamente deve chiudere? No!”.

E per solidarietà al Tandem Il Balena Duemilia organizza per domenica 24 agosto una serata di festa in collaborazione con il bar lidese chiuso. “Festa – spiega Santini – che era già stata pensata e studiosa con Alessandro Nencini, per collaborare come si dovrebbe fare tra locali, per fare festa e divertirci rispettando le leggi”.

Anche Confcommercio Imprese per l’Italia- Viareggio Versilia esprime le sue riflessioni in merito alla chiusura del bar Tandem di Lido di Camaiore, disposta dalla questura. Ferme restando le prerogative delle forze dell’ordine, che non sono qui in discussione, è utile comunque rimarcare come la maleducazione di alcuni avventori o gli episodi che avvengono al di fuori di un’impresa commerciale non dovrebbero avere ripercussioni negative sull’impresa stessa, sempre a condizione che il locale dimostri di essere in regola su tutti gli aspetti attinenti al tipo di attività svolta, rispettando tutte le normative vigenti. Se ciò è vero, è evidente come una chiusura in piena stagione turistica comporti un danno notevole per l’impresa, senza però che l’imprenditore ne abbia colpa né con ciò risolvendo alla radice i problemi evidenziati, anche perché al riaprirsi della stessa al termine dei 7 giorni è prevedibile che certe situazioni si ripresentino, proprio poiché causate da fattori indipendenti dalla volontà o da inadempienze del gestore. Lido di Camaiore è diventata un polo importante per il ritrovo dei giovani, merito della formula utilizzata dagli imprenditori che hanno rivitalizzato la zona, con benefici indubbi per il turismo. Un efficace rimedio, per il futuro, potrebbe essere l’adozione da parte del comune di Camaiore di un piano delle funzioni, attraverso cui regolare i requisiti per l’apertura e lo svolgimento di attività commerciali, contemperandole con tutte le esigenze coinvolte nelle varie zone in oggetto.   A livello nazionale poi è auspicabile una revisione di buona parte della normativa, in modo da superare discipline ormai antiquate o comunque non più aderenti ai tempi attuali come il Tulps: questo per dare agli imprenditori regole più chiare e moderne ma anche alle forze dell’ordine strumenti più efficaci e mirati per farle rispettare.

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