Tassa di soggiorno nel “calderone”: sgomento e rabbia

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VIAREGGIO – La tassa di soggiorno a Viareggio ancora al centro delle polemiche. A ritornare sull’argomento è Ascom, con un comunicato stampa a firma del direttore: “Non siamo esperti di diritto amministrativo, non ci interessano i meccanismi delle molte, pesanti motivazioni, dietro le quali l’amministrazione pubblica giustifica le proprie inefficienze. Sappiamo però far di conto e ci ricordiamo gli accordi e le promesse che ci vengono fatte, pur consci che la fonte, a volte, potrebbe essere anche inattendibile. Con sgomento e rabbia, ma non con rassegnazione, siamo usciti dalla riunione di sabato che ha discusso, purtroppo in ordine sparso, i punti da noi proposti per l’uso della tassa di soggiorno. Pensavamo di discutere l’uso delle risorse per il 2014, come proposto da ASCOM, FEDERALBERGHI, ASSOCAMPING, BALNEARI e NAVIGO, ma non è stato così: il Comune ci ha spiegato che non ha agito in sede di assestamento di bilancio, a novembre 2013, per costituire un apposito capitolo di spesa. Abbiamo chiesto come sarà utilizzato il gettito di quest’anno: il Comune ha risposto “è finito nel calderone”. A Viareggio esiste dunque una tassa di scopo che, nonostante le precise indicazioni della legge, non ha alcun obiettivo preciso, salvo quello di confluire in un “calderone”, finendo per distorcere i flussi turistici e danneggiare ulteriormente le aziende. Chi e perché ha reso possibile questo risultato? Cosa alimenta questo sistema di governo che non è più tollerabile? Potrebbero gli albergatori trattenere la tassa di soggiorno e versarla dopo aver chiarito come saranno utilizzati i proventi?

Le aziende esigono risposte e soluzioni, non la corsa allo scaricabarile né i soliti finali a tarallucci e vino”.

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