Telefonia mobile: “Forse stiamo imboccando la strada giusta”

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VIAREGGIO -Telefonia mobile: “Forse stiamo imboccando la strada giusta”

Lo scrive in una nota il Comitato via Matteotti:

“Nella sua ultima riunione i componenti del Comitato Via Matteotti, hanno preso atto della dichiarata volontà dell’Amministrazione, nel voler realizzare il piano urbanistico per la telefonia mobile con il relativo regolamento, incluso l’intervento sul sito sensibile di via Matteotti, seguendo i dettami della Delibera Consiliare n. 37 del 02-12-2015, approvata all’unanimità.

Volontà ribadita in Consiglio Comunale il 27 marzo dall’Asessore all’Ambiente Federico Pierucci quando era in discussione la proposta di riduzione dei canoni del suolo comunale ai gestori di telefonia.

Anche se può sembrare un po’ prematuro, dopo oltre tre anni di sensibilizzazione, vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto e appoggiato dando credito a quello che abbiamo denunciato, cioè una situazione di pericolo e la necessità di realizzare uno strumento che ci consenta più controllo e sicurezza per il nostro territorio, come peraltro indicato dalla legge statale e regionale.

Siamo consapevoli che ci saranno ancora problemi e aspetti non semplici da affrontare, ma ci auguriamo di poterli risolvere concludendo l’iter procedurale cioè l’approvazione del Piano di telefonia da parte del Consiglio con tutto ciò che ne consegue in tempi brevi.

Chiediamo all’As.re Pierucci, che valuti attentamente la situazione dell’impianto di via Cavallotti.

 

Pensiamo sia utile soprattutto per coloro che ancora oggi sottovalutano gli effetti da elettrosmog, segnaliamo un recente studio sulla pericolosità delle radiazioni emesse dai ripetitori della telefonia mobile e dai cellulari.  Lo studio è stato  condotto della Prof.ssa Magda Havas, ricercatrice canadese della Trent University, che ha evidenziato la pericolosità di queste radiazioni che vengono sottovalutate dai governi che basano gli standard di sicurezza esclusivamente sugli effetti termici, prodotti cioè dal riscaldamento dei campi elettromagnetici, ignorando di fatto l’importanza degli effetti non termici, cioè quelli causati da livelli di esposizione molto bassi, non in grado di produrre un riscaldamento della materia vivente. Gli studi condotti da Havas stabiliscono che gli standard di sicurezza per le emissioni di cellulari, Wi-Fi, contabilizzatori senza fili (smart-meter), radar e degli altri dispositivi mobili sono “fondamentalmente sbagliati” e non proteggono i cittadini dagli effetti nocivi di queste radiazioni.

Questo avviene perché, nell’elaborare gli standard di sicurezza, i governi si sono basati sul modello d’azione delle radiazioni ionizzanti, come raggi X e  raggi gamma, che sono cioè in grado di causare il distacco di uno ione negativo – l’elettrone – della struttura centrale delle cellule umane, il DNA.
Dato che l’uso di dispositivi a radiofrequenza è in notevole aumento nella popolazione e in particolare per i consumatori più giovani senza alcuna precauzione, è ragionevole aspettarsi nella società un aumento di alcuni tipi di tumori tra cui il glioblastoma così come la sterilità e altri effetti sulla salute, come in realtà  pare stia già avvenendo.

 

In merito alla proposta del ragioniere capo Alberto Bartalucci di diminuire l’attuale canone del suolo pubblico ai gestori della telefonia mobile che a breve verrà ridiscussa di nuovo in Consiglio Comunale, non ha senso per noi sostenere che il TAR dà ragione ai gestori, in quanto il territorio è già più che ampiamente servito dal segnale di telefonia. Oggi le necessità dei gestori sono quelle di mettere sul mercato altri prodotti e non certo garantire il solo segnale di telefonia come cita la legge.

Le aree sono date in uso ai gestori di telefonia mobile con un contratto stipulato tra le parti ed un contratto come tale fino alla sua scadenza non può essere modificato se le parti non sono in accordo.

Secondo una nostra indagine condotta nel 2014 presso l’Ufficio Patrimonio, i  contratti con i gestori di telefonia rendevano al Comune di Viareggio un incasso annuo di circa 240 mila euro all’anno, in un momento di dissesto economico rinunciare a tale cifra non è certo cosa di poco conto.

C’è poi da considerare l’aspetto acclarato scentificamente che i sistemi di trasmssione dei gestori provocano un inquinamento con effetti nocivi per la salute.

Un’altra negatività sono l’installazione degli impianti con strutture a traliccio o pali alti oltre 30 metri produce un’impatto visivo ambientale devastante per le città e il suo territorio e non è certo un bello spettacolo per il turista, si veda l’impianto di via Matteotti e via Cavallotti.

In ultimo ma non certo meno importante aspetto, crediamo che andrebbe preso in  debita considerazione il ricavo economico da parte dei gestori di telefonia per l’utilizzo dell’area che è pubblica e quindi appartiene a tutti noi”.

 

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