Tempesta di vento, Baccelli scrive al Governo per il riconoscimento della calamità nazionale

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VERSILIA – Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, ha inviato la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, a seguito dei danni subiti durante l’evento meteorologico dello scorso 5 marzo.

Il presidente Baccelli, accogliendo le richieste arrivate dalle Unioni dei Comuni della Media Valle del Serchio e della Versilia, oltre a rappresentare il quadro della situazione all’indomani della tempesta di vento che ha colpito la provincia di Lucca, ha fatto presente l’esigenza di rimuovere gli alberi caduti negli alvei di corsi d’acqua.
Tra i molti danni, infatti, vi è quello degli alberi sradicati e finiti nei corsi d’acqua: le situazioni più critiche sono state risolte nell’immediato dalla Provincia con interventi di somma urgenza, ma, adesso si pone il problema per i corsi d’acqua minori – compluvi e piccoli torrenti – nella parte collinare e montana del territorio provinciale, dove l’entità dell’evento ha dimensioni talmente diffuse da non essere risolvibile con le normali procedure e risorse finanziarie.

In questo senso, il presidente Baccelli, nello scrivere al Governo, ha fatto presente proprio la necessità di inserire nello stato di emergenza anche le modalità e le risorse per far fronte anche a questo tipo di intervento.

Ecco il testo integrale della lettera.

In data 4 -5 marzo 2015 l’intero territorio provinciale di Lucca è stato interessato da un evento meteo straordinario: fortissime raffiche di vento, che in alcuni casi hanno raggiunto valori di velocità di 180 km/h, hanno causato, in poche ore, la caduta di migliaia di alberature, sia lungo viabilità che sui versanti, la caduta di pali delle infrastrutture dei servizi essenziali ed il diffuso danneggiamento di fabbricati. Il fatto che l’evento si sia innescato in orario notturno ha fortunatamente limitato il coinvolgimento di persone, anche se purtroppo è avvenuto un decesso e due persone sono risultate ferite da criticità causate dall’evento; nell’eventualità che l’evento si fosse innescato in orario diurno anche l’impatto in termini di danni a persone sarebbe strato gravissimo.

I comuni maggiormente colpiti sono risultati Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Seravezza, Stazzema, Bagni di Lucca, Capannori, Villa Basilica, ma in generale risultano danni su tutta la Provincia.
Provincia e Prefettura di Lucca hanno attivato la Sala Operativa provinciale Integrata ed il CCS che sin dalle prime ore ha operato per minimizzare i rischi dell’evento ancora in corso.

Decine le viabilità interrotte e le frazioni isolate, sull’intero territorio provinciale sono risultate circa 60.000 le utenze Enel disalimentate a causa di danni provocati dall’evento con il conseguente fermo di impianti di riscaldamento, collegamenti telefonici fissi e mobili.

I Vigili del Fuoco sono stati impegnati a ciclo continuo per decine e decine di interventi ed hanno richiesto il supporto di altre squadre regionali. Tutte le squadre locali di volontariato sono state impegnate con le amministrazioni comunali, per cui la Provincia ha richiesto l’attivazione di squadre in supporto alla Regione Toscana. Enel ha richiesto l’intervento di operai per i pronti interventi da regioni limitrofe.
Tutti i comuni del territorio hanno continuato per giorni ad avere problemi di interruzione viabilità, interruzione dei servizi di utenza elettrica, telefonica fissa e mobile (questi ultimi causati dalla disalimentazione elettrica delle infrastrutture), in molti casi ad oggi diverse utenze sono alimentate da generatori di emergenza, non essendo ancora stato possibile ripristinare le linee elettriche interrotte.
Ci sono state difficoltà diffuse da parte di Enel, Telecom e Vodafone a raggiungere i punti di intervento a causa delle interruzioni della viabilità. In previsione dell’approssimarsi della notte e del fatto che l’assenza di elettricità comportava la non fruibilità degli impianti di riscaldamento alcuni enti locali hanno organizzato punti di pernottamento assistiti presso palestre riscaldate.
Numerose scuole sono state chiuse nelle giornate del 5 e 6 marzo, alcune scuole danneggiate sono state chiuse anche per giorni successivi.
L’evento oltre ad interessare in maniera grave il sistema di infrastrutture di mobilità e servizi ed i fabbricati del patrimonio pubblico ha interessato in maniera ancor più grave abitazioni e strutture di privati ed imprese.
In molti casi la caduta di alberature ha interessato il reticolo idraulico il cui regolare funzionamento risulta compromesso e rischia di innescare problematiche di natura idrogeologica ed idraulica insieme alle migliaia di alberature sradicate e rimaste sui versanti montani.

Da una prima stima dei danni questo il quadro di danno per il territorio della Provincia di Lucca:

Censimento danni parte pubblica
Spese di soccorso € 311.160,14
Somme urgenze € 10.170.627,19
Interventi urgenti e di completamento € 17.922.094,70
Spese alberghiere per popolazione evacuata € 5.734,00 Dato parziale, mancana quantificazione alcuni comuni
Spese autonoma sistemazione popoloazione evacuata Da definire
Totale danni parte pubblica € 28.409.616,03
Prima stima danni Privati e imprese
Abitazioni private € 186.500.000,00 Approssimazione per eccesso delle stime dei vari comuni
Veicoli € 2.900.000,00 Approssimazione per eccesso delle stime dei vari comuni
Imprese € 16.500.000,00 Approssimazione per eccesso delle stime dei vari comuni
Totale stima danni privati e imprese € 205.900.000,00
Totale generale danno Provincia di Lucca € 234.309.616,03

Per quanto sopra con la presente ribadiamo la necessità e l’importanza che per l’evento in questione venga dichiarato lo stato di emergenza di cui all’art.5 della L.225/92.

Intanto a Pietrasanta si proroga la consegna delle schede di ricognizione danni a giovedì 9 aprile, ore 13. E’ assolutamente importante che i cittadini presentino la scheda di ricognizione danni provocati dalla tempesta di vento dello scorso 5 marzo. Per facilitare la consegna del materiale anche dei numerosi proprietari di seconde case e soprattutto per evitare file e lunghe attese all’ufficio protocollo dell’ente, è stata decisa la proroga del termine ultimo di consegna a giovedì 9 aprile, ore 13. S’invita a compilarlo il prima possibile per evitare l’assembramento dell’ultimo istante.

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