Tentano l’estorsione, ma all’appuntamento a Massarosa si presentano i Carabinieri

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MASSAROSA – ( di Letizia Tassinari ) – Un affitto non pagato da mesi per il ristorante preso in gestione a Camaiore, sulla Provinciale, e quando il proprietario, un 46enne di Lucca,  gli ha chiesto di rescindere il contratto, chiedendogli indietro le chiavi, lo hanno minacciato: “Ce ne andiamo solo se ci dai 5mila euro, senno’ ti distruggiamo il locale”. L’uomo, noto nel settore del caffè. oltre che nel mondo della ristorazione, dopo una serie di minacce anche telefoniche, non ci ha pensato due volte e si è rivolto ai Carabinieri. D’accordo con i militari dell’Arma si è presentato scortato all’appuntamento per la consegna del denaro, fissato alle 17.30 nella zona del parcheggio della Conad di Massarosa, a due passi dalla rampa di accesso alla Bretella, e per gli estorsori, due due fratelli originari di Napoli, uno di 34 anni, Francesco Segreto, e l’altro di 31, Fabio Segreto anni , entrambi incensurati e residenti a Viareggio, sono scattate le manette ai polsi. Portati in Caserma, accusati di tentata estorsione, sono stati arrestati.

I carabinieri a seguito della denuncia sporta da parte della vittima, esasperata e fortemente preoccupata per le continue minacce e richieste di denaro, hanno organizzato presso la Conad di Massarosa  la consegna della somma di denaro richiesta. In particolare i due soggetti avevano minacciato ripetutamente la vittima intimandogli di consegnare 5000 euro altrimenti avrebbero danneggiato un locale commerciale di sua proprietà, sito in Camaiore, che al momento ospita una pizzeria che era stata gestita dai Segreto. Una volta avvenuta la consegna del denaro i Carabinieri hanno bloccato i fratelli Segreto trovandoli in possesso dei 5000 euro in contanti che sono stati interamente recuperati. Gli arrestati, dopo le formalità di rito svolte in caserma, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Lucca.
L’attività svolta conferma ancora una volta come per tale tipologia di reati risulti essenziale la collaborazione tra vittima e Forze dell’Ordine.

 

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