Thyssenkrupp, Gloria Puccetti: “Non c’è stata giustizia”

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VIAREGGIO – “Hanno detto che si vergognavano di essere italiani….è una sensazione che conosco bene”. Gloria Puccetti, mamma di Matteo Valenti, il ragazzo morto per le ustioni dell’incendio della ditta di vernici a Viareggio, dove lavorava come apprendista, era a Roma, a presidiare un qualcosa che. dice, “ci dovrebbe toccare di diritto”. L”ex vice sindaco era con le mamme dei ragazzi morti nel rogo della Thyssenkrupp e con tante altre associazioni. “Eravamo pieni di speranza – racconta – per un processo che ci fa ancora credere nella buona giustizia. Non è andata cosí, la Cassazione ha decretato l’annullamento della condanna per disastro ambientale e lo ha fatto davanti alle facce incredule di decine di familiari che hanno subito gravi lutti, con le facce stanche, c’erano anche dellegazioni provenienti dal Brasile, dalla Francia. 256 morti e quelli che verranno, non hanno avuto la giustizia che ci si aspettava ovvero veder riconosciuto Ernst Stephan Schmidheiny come colpevole per disastro ambientale, la speranza si è frantumato sullo scoglio della prescrizione. Non intendo entrare nel merito di cosa significa la prescrizione per alcuni reati, parlo di quelli della mostra categoria, i morti, sul lavoro, sotto il crollo di scuole malfatte, sotto le macerie di un terremoto, dentro le case investite da gpl per un treno che scoppia, per l’eternit respirato per anni. Voglio soltanto mandare un abbraccio a tutti quelli come noi che, per caso, si sono scontrati con la giustizia e si sono trovati davanti a un sistema che è inqualificabile, fatti di leggi inique, assurde, che non rispondono mai alle esigenze di tutela e rispetto che un cittadino ha diritto di avere, ma solo ed esclusivamente ai diktat di malaffare dei politici di turno. La Cassazione ha solo applicata la legge, ieri Renzi ed altri si sono scaldati gridando che la legge va cambiata…ma davvero? E quando? Con calma, forse mai, in attesa che ci si dimentichi di questo mercoledí 19 novembre di vergogna. E nel frattempo, noi come ci sentiamo? Cittadini di un Paese che garantisce l’impunitá a tutti coloro che hanno distrutto le nostre famiglie con lutti che si potevano evitare. E madri di ragazzi e ragazze morti gratis, senza rispetto per la loro vita, senza gli onori della giustizia.

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