Torre di Porta Beltrame, ecco il progetto di recupero

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PIETRASANTA  – Un obiettivo a lungo atteso, il restauro della Torre di Porta Beltrame, che finalmente sta per essere raggiunto. Con il primo bando regionale, uscito lo scorso luglio – spiega l’assessore ai lavori pubblici Rossano Forassiepi – il Comune di Pietrasanta si è aggiudicato la possibilità di ottenere il supporto regionale per i progetti di recupero ambientale e riqualificazione dell’area produttiva immediatamente vicina alla torre ed al sito del lago di Porta, finalizzati anche al rilancio delle attività produttive. Successivamente, tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre, la Regione ha inteso finanziare un’ulteriore possibilità d’intervento per proposte di progetti già approvati e collegati fisicamente e funzionalmente con le aree produttive individuate dal primo bando. Ne abbiamo subito approfittato, partecipando al bando con il progetto di restauro della torre medicea avendo già a disposizione gli studi di rilievo sia dell’edificio, sia dei fenomeni di degrado e dissesto, condotti dall’Università di Genova, sotto la direzione del prof Paolo Torsello; nel 2011 ne avevamo già approvato il preliminare con l’inserimento dell’intervento nel triennale OOPP. Siamo stati individuati così tra i sei comuni toscani in possesso dei requisiti, aggiudicandoci parte dei fondi a disposizione. Determinante è stata la previsione nel regolamento urbanistico recentemente approvato che contiene una specifica disciplina per il riuso della torre con molteplici possibilità di destinazioni d’uso ed inserisce il monumento in un più ampio progetto di riqualificazione che comprende tutta l’area del sito del Lago di Porta”.

Il regolamento contiene uno specifico schema degli interventi previsti che si fondano sulla riqualificazione ambientale con finalità ricreative e turistico ricettive, confermando le attività produttive esistenti lungo l’Aurelia, collegandole ad interventi di messa in sicurezza dei fronti di cava attraverso la realizzazione di percorsi escursionistici, anche attrezzati.
Insomma con il restauro della torre si tenta di innescare una sorta di circolo virtuoso che potrà portare alla rigenerazione di un ambito che va dal campo della Pruniccia, al sito del Lago di Porta, alla Torre di porta Beltrame. Il progetto prevede restauro e riuso.
Il restauro si concretizza nelle opere di pulitura, consolidamento della struttura e dei paramenti, eventuali ricostruzioni o ripristini, impermeabilizzazioni e realizzazione di una copertura adatta a proteggere l’edificio e consentirne il riutilizzo.

Il progetto è suddiviso in tre lotti d’intervento (tutti già previsti e finanziati nel piano triennale delle opere pubbliche 2015-2017).


Il primo lotto, per un importo pari a 200.000 euro, vedrà interventi consistenti in:

  1. pulitura esterna (vegetazione e materiale di ogni tipo), allestimento del cantiere con sistemazione delle opere provvisionali,
  2. rimozione delle superfetazioni (cioè degli elementi architettonici o meno incongruenti con l’edificio)
  3. pulitura delle paramenti murari da vegetazione infestante e elementi e materiali incongrui e che ne compromettono la stabilità; disinfestazioni e sabbiature

Il secondo lotto d’intervento per un importo pari a euro 250.000

  1. inizio consolidamento a seconda del tipo di materiale su cui occorre intervenire (sia strutturale che dei paramenti) e per il quale sono state predisposte apposite schede
  2. impermeabilizzazione e adeguato sistema di smaltimento delle acque meteoriche

Il terzo lotto per un importo pari a euro 140,000
1. realizzazione di intonaci, stuccature e rifiniture ed integrazioni

  1. impianti
  2. trattamento consolidante finale
  3. sistemazioni esterne

Si arriva dunque alla parte forse più coinvolgente dell’intervento – prosegue Forassiepi – che ovviamente dovrà svolgersi e svilupparsi nel corso delle opere: il progetto di riuso.
Qui la partecipazione attiva di cittadini, associazioni, imprenditori sarà sostanziale. Scegliere l’uso più appropriato per questa importante testimonianza architettonica deve passare attraverso un processo propositivo. L’architettura dell’edificio è di per se versatile e ben si presta a diverse funzioni d’uso collettive che vanno da quello prettamente culturale (museale e didattico), al legame con il lago di Porta (centro accoglienza e informazioni turistiche anche per l’escursionismo apuano) sede di associazioni ambientali, culturali, ma anche produttive e commerciali, magari legati al lapideo.

Abbiamo seguito diverse tesi di laurea che hanno trattato questo tema, e gli spunti e le idee non mancano, ma credo che questo progetto debba cogliersi come opportunità per rilanciare questa parte di città che per le ricchezze testimoniali ed ambientali che possiede, merita molto, ma soprattutto merita una scelta condivisa”

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